Superiori: accorpamenti e pochissimi soldi

"L’istituto superiore di Lumezzane andrà con Sarezzo", ha anticipato l’assessore Aristide Peli. In città verranno uniti Moretto e Itis Castelli oltre a Tartaglia e Olivieri.

(c.p.) “La scuola bresciana funziona. Lo confermano i risultati dei test invalsi che ci posizionano sopra la media”, spiega Mariarosa Raimondi dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, “ma qualche criticità non si può negare esiste”.
La causa? La recente riforma Gelmini, ma non solo. “Viviamo ancora una fase interlocutoria”, ricorda Raimondi, “legata soprattutto alle iscrizioni e alla collocazione degli indirizzi che in futuro dovranno essere rivisti anche in base alle richieste del territorio. Serve sempre maggiore sinergia anche con l’imprenditoria che può dare indicazioni su quali figure professionali e tecniche sono più ricercate e in quali zone”.
Il bilancio per il momento può essere fatto sull’anno in corso visto che per il 2012-2013 le iscrizioni sono aperte fino al prossimo 20 febbraio. “Il liceo classico a Rovato, quello scientifico a Edolo non hanno avuto sufficienti studenti per aprire”, ha spiegato la professoressa Raimondi, “il primo perché in tanti preferiscono altri istituti, il secondo perché sono pochi gli studenti di quell’area e per le difficoltà legate al trasporto: un aspetto che le famiglie tengono in gran conto”.
Per il prossimo anno scolastico quindi via agli accorpamenti. “Oltre al passaggio dell’indirizzo linguistico da Gardone val Tropmpia a Sarezzo”, ha ricordato la Raimondi, “saranno tre gli accorpamenti”. Uno in provincia, due in città nonostante le proteste degli studenti. “L’istituto superiore di Lumezzane andrà con Sarezzo”, ha anticipato l’assessore provinciale all’Istruzione Aristide Peli, “sarà un’unica scuola seppur divisa in due sedi differenti”. In città verranno uniti Moretto e Itis Castelli oltre a Tartaglia e Olivieri.
“Scelte necessarie”, ha ricordato la professoressa Raimondi, “il Moretto non aveva più i numeri richiesti mentre l’Olivieri non poteva più restare nell’edificio che occupa attualmente”. Gli studenti dell’artistico Olivieri dal prossimo settembre avranno una sede tutta nuova collegata, non solo strutturalmente ma anche con un unico dirigente scolastico e segreteria, al Tartaglia.
“Sarebbe forse stato meglio accorpare Abba e Tartaglia lasciando autonomo l’Olivieri”, ha commentato Raimondi, “ma è certo che per l’artistico una soluzione andava trovata”. Problemi opposti invece per il liceo Leonardo di via Balestrieri in città: troppi studenti per le dimensioni dell’istituto.
“Dal prossimo anno scolastico”, ha ricordato l’assessore Peli, “ci saranno 14 prime invece delle attuali 17. Bisognerà che la scuola metta mano all’offerta formativa rivedendo gli indirizzi. Potrebbe ad esempio togliere le classi del linguistico a favore di quelle dell’artistico”. Sul tema è intervenuto anche l’assessore provinciale all’edilizia scolastica, Giorgio Prandelli: “Basta scuole fisarmonica, dove una tramezza trasforma un laboratorio in due aule. I dirigenti scolastici devono calibrare le iscrizioni in base alla grandezza degli istituiti. Soldi per ampliare le scuole non ci sono, le risorse che abbiamo servono per mettere mano agli edifici che necessitano manutenzione straordinaria”.
Problemi di numeri anche per una decina di istituti comprensivi della provincia: “Non hanno i numeri che per legge servono”, ha detto Peli, “ma chiederemo una deroga di un anno. Del resto sul nostro territorio gli istituti comprensivi (e le direzioni didattiche) sono 115 sotto il limite massimo teorico imposto dalla legge. Non penso proprio che verranno a farci problemi”.
Sul fronte degli edifici scolastici tante le idee ma poche le risorse. “Dal Cipe di Milano sono pronti 1 milione 770mila euro”, ha anticipato l’assessore Prandelli, “vorremmo sistemare l’alberghiero di Gardone dove è ancora presente l’amianto mentre per l’alberghiero Mantegna investiremo 100mila euro per completare la palestra in modo di risparmiare gli oltre 70mila euro all’anno che spendiamo tra affitti e trasporti necessari per garantire le ore di educazione fisica”. Nessuna novità invece sull’acquisto del Lunardi: “Con il Seminario la trattativa è aperta”, chiosa Prandelli.

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