Brescia è quarta per studenti stranieri

(red.) Nei banchi delle scuole bresciane, dopo quelle di Milano, Roma e Torino, siede la percentuale più alta di studenti stranieri.
Lo riferiscono i dati di uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre che ha tracciato l’identikit dello studente straniero quindicenne prendendo l’avvio dall’indagine Ocse Pisa realizzata nel 2009.
I dati indicano come nel 2010 risultavano iscritti alla scuola italiana 673.800 stranieri, il 7,5% del totale degli iscritti, segnando una crescita complessiva del 7,% nell’ultimo anno e dell’81,1% rispetto al 2005.
A Brescia e provincia gli studenti di origine straniera, nell’anno scolastico 2009-2010, iscritti alla scuola dell’Infanzia erano 6454, il 17,6% del totale, con una variazione pari all’87,3% rispetto al dato del 2005.
Alle elementari, i bambini figli di immigrati erano invece 11.112, il 18% del totale, con un aumento della presenza rispetto a cinque anni prima dell’84%.
Nella secondaria di primo grado, invece (Scuola media) gli alunni stranieri erano 6188, pari al 16,6 % e con una varizione percentuale del 75,7%. Alle scuole superiori risultavano invece iscritti 4.286 ragazzi, il 9% del totale, con un incremento perà dell’88,3% rispetto al 2005 (il dato sulle superiori è relativo però all’a.s. 2008/2009).
Milano si registrano 11.096 iscritti alla scuola dell’infanzia, 18.753 alla primaria, 11.244 alle medie e 12.203 alle superiori. Ma sono Prato, Mantova e Piacenza le province dove si registra la maggior incidenza di alunni stranieri sul totale degli alunni.
Alle elementari e alle medie di Prato quasi uno studente ogni cinque è straniero, a Mantova le percentuali sfiorano il 20% anche per l’infanzia, mentre Piacenza primeggia per le scuole superiori.
Tra i quindicenni la maggior parte è di prima generazione e, tra loro, più della metà è arrivata in Italia da meno di sei anni. Aspirano a titoli di studio più modesti rispetto ai compagni italiani dato che appena uno su tre vorrebbe laurearsi e frequentano di più istituti tecnici e professionali.
Il 5,1% dei quindicenni intervistati è straniero, di cui il 3,9% di prima generazione e l’1,1% di seconda. Tra i primi, la maggior parte è arrivata in Italia dopo aver compiuto il nono anno di età (25,3% dai 9 agli 11 anni, il 23,0% dai 12 ai 14 anni e il 2,4% a 15 anni compiuti), entrando quindi in età già avanzata nel sistema scolastico.
A differenza dei quindicenni italiani che per la maggior parte frequentano il liceo (45,6%), gli stranieri sono iscritti di più presso gli istituti professionali (30,3%) e tecnici (29,6%). Gli alunni italiani e stranieri mostrano differenze anche per quanto riguarda l’aspirazione al titolo di studio: i primi pensano di conseguire la laurea specialistica-dottorato (nel 41,6% dei casi) o la laurea triennale (9,0%), a fronte, rispettivamente, di appena il 26,7% e il 6,3% degli stranieri, che pensano piuttosto di conseguire il diploma di scuola superiore (34,4%) o la qualifica professionale (25,8%). Tra gli stranieri il 13,1% ricorre a ripetizioni di italiano e il 16% a quelle di matematica.
Nel 67,4% delle case degli studenti stranieri intervistati si parla principalmente una lingua diversa dall’italiano. I genitori degli alunni stranieri svolgono prevalentemente professioni dalla media o bassa specializzazione (sia che si tratti del padre che della madre) e vivono maggiormente una situazione di disoccupazione rispetto alle famiglie italiane.
Tra tutti gli ordini scolastici quello delle primarie fa registrare la maggiore incidenza degli stranieri sul totale degli iscritti: 8,7%. Segue la scuola secondaria di primo grado con l’8,5%, la scuola dell’infanzia con l’8,1% e la secondaria di secondo grado con il 5,3%.
Fatta eccezione per la scuola dell’infanzia, la quasi totalità degli alunni stranieri è iscritta a una scuola pubblica. Ma è la scuola superiore ad aver visto aumentare maggiormente la presenza di alunni stranieri: se nell’ultimo anno la variazione è stata del +9,7%, negli ultimi 5 anni si tratta del +123,5%. Più contenuta la crescita nelle elementari (+4,4% nell’ultimo anno e +65,4% nel quinquennio).

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