Liste d’attesa, la Lombardia migliora: oltre l’80% di visite nei tempi
I dati Agenas promuovono il recupero della sanità lombarda nel primo semestre 2026. Crescono le prestazioni garantite, ma restano ancora criticità per alcune specialità.
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Milano. La Lombardia accelera sul fronte delle liste d’attesa sanitarie e migliora le proprie performance rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dal primo bollettino trimestrale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che fotografa l’andamento delle visite specialistiche e degli esami diagnostici garantiti dal Servizio sanitario nazionale nel primo semestre 2026.
Nel confronto con il primo semestre 2025, la Lombardia rientra tra le Regioni che hanno registrato i miglioramenti più significativi, superando la soglia dell’80% di prestazioni erogate entro i tempi massimi previsti sia per le prime visite specialistiche sia per gli accertamenti diagnostici.
Un risultato raggiunto grazie all’aumento delle prestazioni prenotate e all’organizzazione di un’offerta più ampia. A livello nazionale, nei primi sei mesi dell’anno sono state quasi 15 milioni le prenotazioni effettuate, con oltre 8,3 milioni di prime visite e circa 6,5 milioni di esami diagnostici.
Il quadro generale resta comunque complesso: oltre 2 milioni e 800mila prestazioni in Italia non sono state eseguite entro i tempi indicati nella ricetta medica, anche se il sistema ha garantito oltre un milione e 600mila visite ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Per la Lombardia il dato più positivo riguarda proprio il recupero registrato nell’ultimo anno. Agenas evidenzia infatti come la regione abbia migliorato sensibilmente la capacità di rispettare le tempistiche per le prime visite specialistiche, entrando nel gruppo delle realtà che hanno superato l’80% di prestazioni garantite nei tempi previsti.
Un andamento analogo riguarda gli esami diagnostici: anche in questo caso la Lombardia viene indicata tra le Regioni che hanno compiuto un miglioramento significativo rispetto al primo semestre 2025.
Le prestazioni vengono valutate sulla base delle classi di priorità indicate dal medico sulla ricetta: la lettera U prevede l’erogazione entro 72 ore, la B entro 10 giorni, la D entro 30 giorni per le visite e 60 per gli esami, mentre la P riguarda le prestazioni programmabili entro 120 giorni.
A livello nazionale, le maggiori difficoltà restano concentrate in alcune specialità. Le prime visite oncologiche vengono rispettate nel 95,2% dei casi, mentre percentuali più basse riguardano, tra le altre, neurologia (77%), gastroenterologia (74,7%), urologia (74,4%), oculistica (73,7%) e dermatologia (70,2%).
Agenas sottolinea inoltre come le Regioni stiano sperimentando nuove soluzioni organizzative per ridurre i tempi. Tra gli strumenti adottati figurano una migliore gestione delle agende, il recupero degli slot rimasti liberi e interventi per rendere più appropriate le prescrizioni.
«Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni», ha spiegato il direttore generale di Agenas Angelo Tanese, evidenziando come la nuova piattaforma nazionale rappresenti uno strumento fondamentale per monitorare e migliorare il sistema.




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