Chiari, lo skin to skin coinvolge anche i papà fin dai primi minuti di vita

All'Ospedale di Chiari il contatto pelle a pelle viene proposto a tutte le famiglie. Se la mamma non può farlo subito dopo il parto, il primo abbraccio può essere affidato al padre.

Chiari. Il primo incontro tra un neonato e i suoi genitori inizia con un contatto pelle a pelle. È questa la pratica dello skin to skin promossa dalla Struttura di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Chiari (Brescia), dove il legame tra bambino e famiglia viene favorito fin dai primi istanti di vita.
Quando le condizioni cliniche lo consentono, subito dopo la nascita il neonato viene adagiato sul petto della mamma, dove può rimanere per un periodo che va dalle due alle sei ore. Il contatto diretto favorisce la stabilità del bambino, lo aiuta ad adattarsi alla vita fuori dal grembo materno e rafforza il legame affettivo con i genitori.
Da circa un anno, l’ospedale ha esteso questa possibilità anche ai papà. Se la mamma, ad esempio dopo un parto cesareo o per esigenze cliniche, non può tenere subito il neonato con sé, il bambino viene affidato al padre per il contatto pelle a pelle. Accompagnato dal personale sanitario in uno spazio dedicato, il papà può accogliere il proprio figlio in braccio, vivendo un momento che favorisce la costruzione del legame fin dai primi minuti di vita.
La scelta su chi accoglierà per primo il neonato può anche essere condivisa dalla coppia, nel rispetto delle condizioni della mamma e delle preferenze della famiglia.
Durante tutto il periodo dello skin to skin, ostetriche e infermiere monitorano costantemente le condizioni di mamma e bambino per garantire la massima sicurezza.
Dopo la nascita prosegue inoltre il rooming in, che permette al neonato di restare con la madre 24 ore su 24. Il papà può accedere liberamente al reparto durante la giornata, mentre fratelli e sorelle possono fare visita la sera, accompagnati da un adulto.
L’Ospedale di Chiari accompagna le famiglie lungo tutto il percorso nascita, dalla gravidanza ai giorni successivi al parto, con un’assistenza personalizzata. Pur non disponendo di una terapia intensiva neonatale, la struttura è organizzata per affrontare le emergenze grazie alla presenza di pediatri formati nella rianimazione neonatale e alla collaborazione con il servizio di Rianimazione.
Nei casi di gravidanze inferiori alle 34 settimane viene invece indirizzato il percorso verso ospedali dotati di terapia intensiva neonatale, garantendo così la massima sicurezza per mamma e neonato.

 

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