Lombardia, liste d’attesa: migliorano i tempi per visite ed esami
Migliorano le prestazioni sanitarie erogate nei tempi brevi e differibili. Fontana e Bertolaso: «Risultati concreti grazie alla nuova cabina di regia».
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Milano. Migliora in Lombardia il rispetto dei tempi di attesa per visite ed esami, con un aumento significativo delle prestazioni erogate entro le soglie previste. È quanto emerge dai dati della cabina di regia regionale per il contenimento delle liste d’attesa, operativa da circa due mesi.
Nel dettaglio, rispetto al periodo analogo dell’anno precedente, le prestazioni in classe B (entro 10 giorni) passano dal 58% al 79%, mentre quelle in classe D (entro 30 e 60 giorni) salgono dal 64% al 75%. Un incremento che, secondo la Regione, riguarda anche un arco temporale più ampio: tra gennaio e marzo 2026, la maggior parte degli erogatori pubblici ha migliorato la propria capacità di risposta nei tempi previsti.
«Abbiamo impresso una svolta concreta», sottolinea l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, «ottenendo risultati misurabili già nelle prime settimane. Il miglioramento deriva da un metodo basato su controllo costante, interventi mirati e responsabilizzazione degli enti».
La Regione evidenzia come il sistema introdotto con la cabina di regia rappresenti un modello unitario di governance delle liste d’attesa, coordinato dalla Direzione generale Welfare con il supporto tecnico di Aria Spa per la gestione dei flussi informativi e delle prenotazioni.
Il modello prevede un monitoraggio territoriale articolato in tre aree e il coinvolgimento diretto degli erogatori pubblici e privati attraverso i responsabili unici aziendali. Le azioni riguardano l’aumento degli slot disponibili, la riorganizzazione delle agende e il recupero della capacità produttiva.
L’intervento si concentra in particolare sulle prestazioni più critiche, mentre per quelle programmabili sono stati attivati percorsi dedicati, soprattutto per i pazienti cronici. Tra le criticità segnalate figurano la mobilità dei pazienti verso strutture più attrattive e alcune inefficienze organizzative nella gestione delle agende.
Parallelamente prosegue l’attivazione del Cup unico regionale, già operativo in 16 enti pubblici e integrato con 8 erogatori privati accreditati, per una copertura pari al 53% delle prestazioni del sistema pubblico. Secondo la Regione, lo strumento consente maggiore trasparenza e una visione complessiva dell’offerta sanitaria.
«Stiamo rafforzando il sistema sanitario regionale e migliorando concretamente l’accesso alle cure», ha dichiarato il presidente Attilio Fontana, confermando la volontà di proseguire sul percorso intrapreso.







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