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Multe ticket, Girelli: “Trovati i fondi per sanare il pasticcio”

Lo ha annunciato il consigliere regionale bresciano del Pd, primo firmatario dell’interrogazione che chiedeva a Regione risposte sulle modalità di esenzione per l’anno 2021. 

Brescia. “Bisognerà aspettare la legge di semplificazione, ma abbiamo avuto conferma questa mattina in Aula dall’Assessora Moratti che sono stati trovati i fondi per gestire il pasticcio delle multe arrivate nel 2021 a pensionati e disoccupati per i mancati pagamenti dei ticket per le prestazioni di specialistica e farmaceutiche”.
Lo dichiara il consigliere regionale del PD, il bresciano Gianni Girelli, primo firmatario dell’interrogazione che chiedeva a Regione risposte sulle modalità di esenzione per l’anno 2021.
A centinaia di pensionati o disoccupati lombardi in difficoltà sono arrivati infatti oltre cinquemila verbali da parte delle Ats, perché nel 2016 e nel 2017 hanno erroneamente utilizzato i codici di esenzione E01, E04, E02 ed E12 , non sapendo di non aver più diritto alle agevolazioni economiche in quanto la loro condizione era nel frattempo cambiata.

“Sapere chi ha diritto alle esenzioni è vitale per centinaia di cittadini. Serve dare corso all’impegno preso dal Consiglio regionale lo scorso maggio, quando l’Assemblea, con un ordine del giorno, impegnava la Giunta a estendere le agevolazioni del 2020 anche al 2021  – spiega Gianni Girelli – Negli ultimi tre anni in Regione Lombardia si sono susseguiti alcuni provvedimenti legislativi sul tema dell’utilizzo indebito delle esenzioni dal pagamento dei ticket per le prestazioni di specialistica e farmaceutiche, che avevano il comune l’obiettivo di agevolare i cittadini, perché da un lato è stato contemplato l’esonero dal pagamento della sanzione amministrativa nel caso di notifica di verbale di contestazione, dall’altro si è consentito ai cittadini di regolarizzare spontaneamente la propria posizione attraverso l’istituito del “ravvedimento operoso”. Tuttavia le multe arrivate nelle scorse settimane erano in direzione opposta perché non contemplavano nemmeno la rateizzazione delle somme”.

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