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Regione, manca il numero legale: stop al voto della riforma sanitaria

(red.) La mancanza del numero legale in aula, ha portato all’interruzione della discussione e del voto sulla proposta di legge di riforma del sistema sanitario lombardo. Durante la prima seduta domenicale della storia del consiglio regionale della Lombardia, il Movimento Cinque Stelle ha bloccato il voto della proposta di legge per la riforma sanitaria, approfittando delle numerose assenze tra i banchi della maggioranza.

riforma sanità lombardia flash mob Cinque stelle domenica 28 novembre 2011

“Il centrodestra assente ha perso l’occasione di iniziare a votare la (non)riforma Moratti-Fontana”, si legge in un comunicato. “La scarsa inclinazione al lavoro dei consiglieri di centrodestra costa cara alla (non)riforma Moratti-Fontana, il cui voto è stato rinviato per mancanza del numero legale. Abbiamo costretto la maggioranza a convocare il consiglio regionale per la prima volta nella sua storia di domenica, ma abbiamo constatato che, nel corso dei lavori pomeridiani, in Aula non c’era nessuno. Motivo per cui, certificata la mancanza del numero legale, il presidente Fermi (Lega) ha dovuto sospendere la seduta”.
“È vergognoso che, dopo due settimane di lavoro, il centrodestra non sia in aula a votare“, prosegue la nota dei pentastellati. “Non potendo più lavorare all’interno delle istituzioni abbiamo trasferito la nostra battaglia in piazza Duca D’Aosta, dove dalle 17 si è tenuto un presidio per “difendere la salute” di tutti i cittadini lombardi”.

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“L’assenza ingiustificata del centrodestra, che ha causato la sospensione dei lavori per assenza del numero legale, ci ha portato in piazza dove, insieme ai cittadini, abbiamo proseguito nella nostra battaglia in difesa della salute di tutti i lombardi”, ha aggiunto Massimo De Rosa, capogruppo M5S in Regione, durante il flash mob in piazza Duca d’Aosta a Milano. “Abbiamo acceso le fiaccole perché la luce sul disastro che questa (non)riforma rappresenta per la sanità lombarda deve restare accesa. Abbiamo anche srotolato uno striscione di venti metri, che rappresenta simbolicamente le infinte liste d’attesa della sanità pubblica lombarda”.
“La (non)riforma non risolve il problema delle liste d’attesa”, prosegue De Rosa, “non avvicina la medicina ai territori, lascia le nomine in mano alla politica e prosegue con gli errori commessi da Formigoni e Maroni. Noi domani saremo ancora in aula a combattere se la maggioranza vorrà proseguire, senza ascoltarci, i cittadini saranno costretti a subire sulla loro pelle l’ultima prova di inadeguatezza, alla quale questo centrodestra ha condannato la Lombardia”.

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