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Scala 4.0 dell’ospedale Civile: dopo un anno curati oltre 1.700 pazienti Covid

(red.) Ad un anno dalla sua apertura è possibile tracciare un bilancio dell’esperienza di Scala 4.0, il padiglione degli Spedali civili di Brescia dedicato ai malati di Covid, laboratorio di un nuovo modello di cura.
Giovedì 25 novembre 2021, nell’Aula Magna del Liceo Internazionale per l’Impresa Guido Carli, davanti ad una platea composta dai donatori che hanno finanziato il progetto, dagli studenti del Liceo, da operatori della Sanità e cittadini interessati a conoscere meglio una delle eccellenze sanitarie bresciane, 6 professionisti che si sono impegnati in prima persona nei Reparti di Scala 4.0 hanno raccontato la loro esperienza.
Dopo i saluti del Presidente di Fondazione Spedali Civili, Marta Nocivelli, e del Direttore Generale ASST, Massimo Lombardo, Massimo Tedeschi, giornalista, già Direttore del Corriere della Sera Brescia, ha moderato una tavola rotonda durante la quale i donatori hanno potuto osservare le concrete ricadute della loro generosità sulla salute dei cittadini.
Sono intervenuti il Dr. Cristiano Perani, Bed Manager e Responsabile del Pronto Soccorso, il Dr. Mauro Novali, pneumologo endoscopista, il Prof. Massimo Salvetti, internista che si è occupato dei pazienti Covid con complicanze cardiologiche, il Prof. Frank Rasulo, Direttore della Scuola di Specialità in Anestesia e Rianimazione e Responsabile della Rianimazione Covid, Sonia Truffelli, Infermiera Coordinatrice di Scala 4.0 e il Prof. Alessandro Padovani, Direttore del Reparto di Neurologia che ha gestito i pazienti neuro-Covid del padiglione.
Realizzato in tempi brevissimi, grazie alla sinergia tra Regione Lombardia, ASST Spedali Civili, Fondazione Spedali Civili, con il generoso contributo di numerosi cittadini bresciani, il padiglione Covid di Scala 4.0 è stato aperto alla fine di novembre 2020.

 

Con i suoi 170 posti letto ad intensità di cura modulabile, in questi 12 mesi, ha permesso di curare oltre 1.700 pazienti Covid con un approccio multidisciplinare, limitando al minimo gli spostamenti dei malati grazie a sistemi di monitoraggio integrati su tutto il padiglione.
Così facendo, l’ASST Spedali Civili è stata in grado di fronteggiare la seconda e la terza ondata pandemica riducendo al minimo (diversamente da quanto accaduto durante la primavera 2020) i disagi e i disservizi per gli altri pazienti, ma garantendo ininterrottamente le prestazioni non Covid.
Curare i pazienti Covid, in modo efficace ed efficiente, liberando risorse per continuare a curare gli altri malati; Scala 4.0 non è stata solo questo: è stata anche un laboratorio di ricerca scientifica ed organizzativa in cui è nata una visione moderna del processo di cura, sempre più integrato e in continuità tra l’interno e l’esterno dell’Ospedale.
“L’esperienza maturata e le conoscenze acquisite in questo anno di attività sono pronte per essere applicate anche negli altri Reparti – sottolinea il Direttore Generale Massimo Lombardol’Ospedale del Futuro che verrà realizzato grazie agli oltre 500 milioni di Euro messi a disposizione dal Regione Lombardia e che prevede interventi edilizi e tecnologici sarà la concretizzazione del nuovo modello di cura sviluppato in questi mesi.”
Per farlo è però necessario lasciarci alle spalle definitivamente la pandemia e l’unica via di uscita è rappresentata dal vaccino: proprio a questo tema è stato dedicato l’ultimo intervento della giornata, quello del Prof. Luigi Notarangelo, immunologo, attualmente a capo del Laboratory of Clinical Immunology and Microbiology del National Institute of Health-NIH di Washington, uno dei principali centri per la ricerca biomedica a livello mondiale.

Coronavirus e scala 4 al Civile entro la settimana i primi 64 pazienti

“Quando la Fondazione Spedali Civili ha cominciato a riflettere sulla possibilità di finanziare la ristrutturazione del padiglione che ospita Scala 4.0 – ha ricordato la presidente della Fondazione, Marta Nocivelli -, intuivamo quanto un Centro Covid-19 avrebbe potuto fare la differenza nella presa in carico dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov2 e, in definitiva, per il resto dell’ospedale. I dati che abbiamo ascoltato oggi ci hanno ulteriormente confermato che quell’intuizione era giusta. Desidero inoltre sottolineare che questo progetto, realizzato in pochissime settimane grazie a una virtuosa collaborazione fra pubblico e privato, è stato possibile non solo grazie alla generosità di tante persone che hanno a cuore gli Spedali Civili, ma anche per lo spirito di servizio con cui un gruppo di professionisti si è impegnato gratuitamente per dare vita alla Cooperativa ‘Per Brescia’, che ha così consentito che un’idea diventasse ciò che oggi è Scala 4.0”.

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