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Dipendenze: un Comitato d’indirizzo per 16,5 milioni di euro

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(red.)  Un Comitato d’indirizzo e coordinamento nell’area delle dipendenze per concretizzare gli obiettivi della ‘Legge regionale 23’ del 2020 in attuazione del ‘Nuovo sistema d’intervento sulle dipendenze patologiche’. Va in questa direzione la delibera approvata in Giunta su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, che di fatto sblocca l’utilizzo delle risorse stanziate dalla legge per complessivi 16,5 milioni di euro, a partire dal 2022, in crescita rispetto ad oggi.
COSTITUZIONI DEL COMITATO – Il Comitato sarà presieduto dal presidente della Giunta regionale, Attilio Fontana. Lo comporranno: il vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, il presidente della commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale Emanuele Monti, il consigliere regionale Elisabetta Strada, in rappresentanza delle minoranze, e due esperti rappresentativi degli attori del sistema d’intervento regionale, Alfio Lucchini e Simone Feder, nominati dal governatore lombardo.
IMPORTANTE PASSO IN AVANTI – “Si tratta di un importante passo avanti che va nella direzione di rendere ancor più forte e concreta l’azione di Regione Lombardia sulle dipendenze patologiche” commenta il presidente Attilio Fontana, che ha seguito in maniera particolarmente attenta tutto il percorso che ha portato al risultato di oggi.
“Un provvedimento che, anche alla luce del momento storico che stiamo vivendo – aggiunge il governatore – diventa quanto mai necessario e utile per sostenere persone fragili e in difficoltà”.
“Un passaggio ancor più importante – spiega Letizia Moratti – se pensiamo all’impatto, non solo epidemiologico, che ha avuto il Covid sulla società e, in particolare, sulle situazioni più delicate e problematiche come lo sono appunto le dipendenze”.

 

GLI INTERVENTI PREVISTI DALLA LEGGE – La ‘Legge 23’ del 2020 aveva infatti già ridefinito gli interventi sanitari e sociosanitari di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, relativi alle patologie legate all’uso di sostanze stupefacenti e alcool. Ma anche quelli riguardanti i comportamenti a rischio di dipendenza patologica come: gioco d’azzardo, ludopatia e dipendenza da internet.

 

LE DIPENDENZE SI POSSONNO RISOLVERE – “Il Comitato e il monitoraggio continuo sulle azioni e sugli obiettivi – spiega l’assessore al Welfare – testimonia come la Lombardia miri a un profondo mutamento culturale per diffondere il messaggio che le situazioni di dipendenza si possono risolvere, soprattutto se intercettate precocemente. Perché occorre imparare a chiedere aiuto, con fiducia e ottimismo, senza esitare o avere paura di essere oggetto di biasimo e pregiudizi”.

 

PARTICOLARE ATTENZIONE A MINORI E ADOLESCENTI – La legge infatti aveva promosso una risposta sanitaria, sociosanitaria e sociale appropriata e aggiornata a tali fenomeni, che sono in continua e dinamica evoluzione. Con particolare attenzione ad adolescenti e minori la cui sofferenza e fragilità, in questa fase pandemica, ha destato particolare preoccupazione anche in relazione alla salute mentale.

 

FORTE ASPETTATIVA, PRIMA RISPOSTA – “Siamo consapevoli – chiarisce la

vicepresidente di Regione Lombardia – che il sistema degli erogatori pubblici e del privato sociale nell’ambito delle dipendenze è estremamente vasto e diversificato. C’è inoltre una forte aspettativa rispetto ai contenuti e all’applicazione della legge. Questa delibera è solo la prima risposta che va in tale direzione. Ma consentirà una mirata distribuzione e un efficace utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla legge per complessivi 16,5 milioni di euro, a partire dal 2022, con un incrementato rispetto ad ora”.

 

FUNZIONI DEL COMITATO – Il comitato collaborerà alla redazione degli atti di Giunta in materia di dipendenze e individuerà anno per anno gli obiettivi comuni prioritari per la rete dei servizi del Sistema sociosanitario regionale. Promuoverà inoltre le iniziative di sensibilizzazione, comunicazione e informazione. Valorizzerà infine l’offerta di prevenzione e cura, favorendone la conoscenza e l’accessibilità da parte dei cittadini.

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