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Lombardia: nuovi ospedali, controlli e ricerca

La riforma della Sanità lombarda entrerà in vigore a novembre. Aumenterà il numero delle Asst, che da 27 arriveranno a100.

(red.) Mentre il Governo ha stilato i criteri per il Green pass e mentre la variante Delta spinge verso l’alto la curva dei contagi, in Lombardia è stata presentata la riforma della sanità, che arriverà alla sua approvazione definitiva a novembre,
A scandire i passaggi oltre alla legge saranno anche le successive delibere.
I punti più importanti sono cinque: più investimenti nel territorio per la realizzazione di 200 case di prossimità; scorporazione delle proprietà immobili e erariali degli ospedali e conferimento ad una società di gestione terza per la gestione e la valorizzazione; rafforzamento della direzione regionale Welfare, rinunciando però all’Agenzia Zero sul modello veneto; conferma dei rapporti con i privati, i cui finanziamenti potrebbero però avere successive fasi di controllo; rapporto più stretto tra ricerca farmaceutica e Irccs, gli istituti ospedalieri che già fanno ricerca scientifica.

Si tratta di un cambiamento significativo, anche se non di una rivoluzione. L’aspetto del rafforzamento territoriale si è reso necessario dopo la pandemia, che ha messo in evidenza le molteplici carenze della sanità lombarda, ovvero la capacità di creare un primo “filtro” tra i cittadini e le strutture sanitarie. La legge 23 infatti, mettendo all’interno delle aziende ospedaliere sia i malati acuti che i malati cronici, ha finito per trascurare questi ultimi, pazienti fragili che potevano essere seguiti a casa o in strutture a media intensità. Gli ospedali e i pronto soccorso, intasati, hanno peraltro finito per essere luoghi di contagio del Covid.

Verranno fatti, con un fondo da 4 miliardi, interventi di edilizia sanitaria. In particolare, 700 milioni verranno usati nei prossimi 4-5 anni proprio per realizzare le case di prossimità. La cifra è composta al 55% da risorse regionali e il resto da risorse del Pnrr. Ci saranno anche ospedali di prossimità, dedicati ai pazienti meno gravi. Aumenterà anche il numero delle Asst, le aziende socio-sanitarie territoriali: oggi ce ne sono 27, ma arriveranno ad essere cento.

Letizia Moratti Brescia

“La nostra attenzione va alla cura della persona, rafforzando l’attività territoriale. L’obiettivo è accompagnarla nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione. Ciò deve avvenire in un percorso qualificato che non preveda vuoti”.

Lo ha detto, nel pomeriggio di mercoledì, a Palazzo Lombardia, la vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, durante la conferenza stampa in cui è stata presentata la proposta di revisione della Legge regionale 23/2015 approvata in Giunta.
Un documento che Letizia Moratti ha definito: “un’altra tappa fondamentale nella revisione della legge vigente”.
All’incontro era presente il governatore della Regione, Attilio Fontana.

coronavirus covid sanità medici

“Il risultato – ha aggiunto Letizia Moratti – giunge dopo un percorso approfondito, di confronto e di dialogo. Ringrazio il presidente Fontana per il sostegno che mi ha sempre garantito. Ma anche il presidente della Commissione, Emanuele Monti, per il lavoro svolto in Consiglio, per l’ascolto dei consiglieri regionali e di decine di stakeholders e relatori. Tutti hanno contribuito ad arricchire il percorso della legge”.

La vicepresidente Moratti ha quindi spiegato che i principi cardine del testo approvato sono: un approccio ‘One health’: ossia la costruzione di una governance che assicuri la protezione e la promozione della salute complessiva per persone, animali e ambiente (salute globale); libertà di scelta: ovvero la tutela della libertà del cittadino di scegliere le strutture e il personale sanitario, da sempre un patrimonio del Servizio sanitario regionale; rapporto pubblico-privato: cioè equivalenza e integrazione all’interno del Sistema sanitario regionale (Ssr) dell’offerta sanitaria e socio-sanitaria delle strutture pubbliche e delle strutture private accreditate; raccordo tra mondo produttivo, università e ricerca scientifica.

La vicepresidente Moratti ha anche indicato un cronoprogramma dall’entrata in vigore della legge che prevede, entro 90 giorni, l’istituzione dei distretti e nomina direttori; dei Dipartimenti di cure primarie e dei dipartimenti funzionali di prevenzione e, entro sei mesi, la costituzione del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive.
Nello stesso lasso di tempo verranno realizzati le Centrali Operative Territoriali (Cot); gli Ospedali e delle Case di Comunità; gli Ospedali di Comunità ( 26 nel 2022, 19 nel 2023, 19 nel 2024); le Case di Comunità (86 nel 2022, 65 nel 2023, 65 nel 2024).

Entro tre anni il Pirellone punta a completare il potenziamento della Rete territoriale.
La proposta assegna un ruolo importante a Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di libera scelta, alla telemedicina, alla formazione, alle università e alla ricerca.

 

 

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