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L’Ordine dei medici contro “l’uso spregiudicato delle promesse di risarcimento”

Dopo l'esperienza di Mara Venier raccontata in tivù e un post su Facebook nel Bresciano: «Si rischia di accentuare la medicina difensiva, necessario tutelare la relazione tra medico e paziente».

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(red.) Estrema riprovazione è quella espressa dal presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Brescia, Ottavio Di Stefano, e dal presidente della Commissione Albo Odontoiatri, Gianmario Fusardi, che assicurano di non lasciare cadere nel vuoto l’indignazione sollevata da un post pubblicato su Facebook da un’agenzia assicurativa della Val Trompia e da un consulente legale, che promettono facili risarcimenti a costo zero per il cliente, facendo leva sul clamore mediatico suscitato dalle vicende personali di un noto personaggio pubblico.
Il caso, infatti, ha preso le mosse dalle dichiarazioni della popolare conduttrice televisiva Mara Venier, che aveva riferito, non senza polemica, di essere stata ricoverata a causa di diverse criticità emerse nello svolgimento di prestazioni medico-odontoiatriche parlando addirittura di “paresi” a seguito del posizionamento di un impianto dentale. I fatti raccontati hanno impressionato molte persone che si sono immedesimate nelle vicende della signora Venier, riprese dalla stampa nazionale.

«Quello che non ci aspettavamo – dichiarano i presidenti di Ordine e CAO – era che qualcuno fosse tanto spregiudicato da farne uso con finalità di accaparramento di clienti. Simili fenomeni sono accaduti a più riprese negli anni. In particolare abbiamo assistito ad alcuni episodi particolarmente negativi proprio nel quadro delle vicende pandemiche che hanno fortemente messo alla prova il Sistema Sanitario sia pubblico sia privato e i professionisti che vi operano: un’emergenza in cui alcuni hanno pensato di identificare opportunità di lucro da sollecitare nella popolazione già provata».
Il caso di cui si sta interessando l’Ordine riguarda il versante dell’attività sanitaria libero-professionale privata, «che però non può essere sinonimo di far-west», chiariscono Di Stefano e Fusardi. Lo sconforto non nasce dal fatto che qualcuno, privato cittadino o personaggio pubblico, possa richiedere un risarcimento di danni per responsabilità professionale, ma dal messaggio trasmesso, che veicola l’idea di risarcimenti semplici da ottenere e automatici, insieme al sospetto che qualsiasi complicazione o anche errore verificatosi sia sempre frutto di una colpa da perseguire.

«Le professioni medica, odontoiatrica e forense possono e devono collaborare per riportare nel giusto perimetro la discussione, ma l’abuso anche comunicativo va stigmatizzato duramente. Il miraggio dei facili guadagni, quasi sempre più per i consulenti che per gli utenti, rischia di accentuare i fenomeni di medicina difensiva e di allargare ulteriormente il divario nella relazione fra medico e paziente, necessaria per il successo di qualsiasi trattamento – concludono i presidenti di Ordine e CAO -. Metteremo Federazione nazionale degli Ordini Medici e Odontoiatri, Commissione Albo Odontoiatri nazionale, Consiglio nazionale Forense, Ordine Avvocati di Brescia e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al corrente di questi comportamenti richiedendo di adottare i provvedimenti conseguenti. Non resteremo a guardare inermi».

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