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Asst Garda, il grido d’allarme del personale “tra stress e senso d’impotenza”

Una nota firmata da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl di Brescia mette il dito nella piaga: tra ore straordinarie, ferie e riposi saltati la situazione è al limite. Urgenti le assunzioni.

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(red.) “Dopo più di un anno di impegno nell’assistenza ai pazienti Covid il personale dell’Asst-Garda lancia un grido dall’allarme: è al limite della sopportazione per la stanchezza psicofisica e per la carenza di personale”, si legge in una nota firmata da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl di Brescia. “Molti operatori sono stati impegnati in continuità ad assistere i pazienti Covid (oggi 260 di cui 25 in terapia intensiva, seconda Asst per ricoveri dopo il Civile) che si caratterizzano per complessità assistenziali rilevanti”.

“Pazienti grandi anziani, terminali, adulti di ogni età che hanno un comune denominatore, rimanere allettati quindi assistiti e supportati in ogni necessità fisica e psicologica nelle 24 ore”, prosegue il comunicato. “Pazienti costantemente in ossigeno terapia se non con ventilazione assistita, pazienti che a volte sembrano meno gravi di altri ma che in poche ore precipitano nelle loro funzioni vitali.  Questa situazione di criticità che in questa fase della pandemia si aggrava per le carenze di personale e le difficoltà aziendali ad assumere gli operatori necessari per fronteggiare la straordinaria emergenza. La situazione aziendale riferita alle ore straordinarie maturate (260 mila) e alle ferie arretrate (35 mila giornate) peggiora sempre di più raggiungendo condizioni di assoluta inaccettabilità. Per non parlare poi della mancata valorizzazione del territorio (dove sono gli infermieri di famiglia?) quanto mai necessario in questa fase per arginare i ricoveri Covid e la copertura di personale impegnato nelle vaccinazioni Covid nei quattro Hub previsti”.

“Gli operatori più volte, direttamente o tramite le rappresentanze sindacali, hanno manifestato all’azienda questa situazione di stress da lavoro che si accompagna a un senso di abbandono di fronte all’impotenza di risolvere le problematiche chiedendo a gran voce l’assunzione del personale”, scrivono ancora le segreterie provinciali dei sindacati della funzione pubblica. “Di fatto nonostante l’impegno professionale e umano profuso (4000 salti di riposo nell’anno 2020), riesce sempre più difficile rispondere ai livelli assistenziali richiesti e sono consapevoli che si potrebbe fare meglio con maggiori risorse professionali disponibili. I percorsi di decompressione dallo stress organizzati dall’azienda con l’aiuto di psicologi dimostrano quanto sia in sofferenza il personale. Questo è sicuramente importante ma non è sufficiente a evitare il sovraccarico lavorativo”.

“Per questo”, conclude la nota, “nell’invitare la direzione aziendale a prestare la massima attenzione alle loro richieste e ad accelerare le procedure di assunzione non solo per medici infermieri Oss ma anche tutti le altre professionalità, sollecitiamo i cittadini a comportamenti rispettosi delle norme anti Covid e chiediamo alla regione e al governo di accelerare la campagna vaccinale, per ridurre il persistere dei contagi e del sovraffollamento dei reparti ospedalieri”.

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