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Giuseppe Candido ha confessato

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carabinieri1.jpgHa ammesso al giudice di aver ucciso Patrizia. "Ma è stato un raptus di rabbia".

(red.) Davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bergamo Raffaella Mascarino, Giuseppe Candido ha ammesso di aveve ucciso venerdì scorso con una pugnalata al cuore l'ex fidanzata 43enne Patrizia Maccarini nella sua abitazione di Calvisano (leggi qui).
L'operaio 40enne di origine calabrese ha quindi confessato il delitto, assicurando però al magistrato di aver ceduto al raptus provocato da un momento di rabbia. Non aveva mai programmato di uccidere la donna con cui fino ad alcuni mesi prima aveva avuto una relazione, ma era esasperato dal suo comportamento al punto da aver pensato anche di suicidarsi.
Il rapporto era turbolento e difficile e l'atteggiamento della bella Patrizia dopo la fine della storia tra di loro lo tirava matto. Questa la sintesi della versione dei fatti di Candido, che avrebbe raccontato di aver visto nei giorni scorsi la donna in atteggiamento affttuoso con un altro uomo. Accecato dalla gelosia e dal dolore aveva pensato di uccidersi per farla vivere per sempre con il rimorso.
Un atteggiamento certo non equilibrato, ma che lo aveva spinto anche a comprare delle lamette da rasoio e un tubo di gomma da collegare allo scappamento della sua auto.
Venerdì Candido ha pranzato con alcuni amici e verso sera è passato sotto casa della donna in via Fratelli Cervi a Calvisano. Ha visto che il portoncino della palazzina era aperto ed è entrato salendo fino alla porta di Patrizia, sentendola parlare al telefono. Poi è entrato nell'appartamento e la donna si è messa a gridare. E' nato un litigio, concluso con la tragica coltellata assassina. L'uomo ha detto di non ricordare dove ha preso il coltello usato per il delitto.
Poi la fuga senza meta tra le province di Brescia e di Bergamo, alla ricerca vana di un nascondiglio sicuro. Infine, 36 ore dopo l'omicidio, l'arresto avvenuto domenica mattina a Lallio (leggi qui). 
Per ora Candido rimane nel carcere di via Gleno a Bergamo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dallo stalking. Non accettando la fine della storia d'amore, continuava infatti a importunare l'ex fidanzata con pedinamenti, telefonate e visite improvvise.
Il giudice orobico si è però dichiarato «territorialmente incompetente». Il fascicolo sarà quindi trasmesso alla Procura di Brescia e l'uomo verrà trasferito a Canton Mombello.

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