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“L’ho uccisa io”: confessa il marito

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Il cuoco di Rho è crollato davanti al pm. Inchiodato da un supertestimone?


(red.) "Sì, confesso. L'ho ammazzata io. Abbiamo litigato e ho perso la testa: le ho stretto le mani intorno al collo finché s'è accasciata". Alla fine è crollato Davide Sobacchi, il cuoco 28enne di Rho fermato l'altra notte per l'omicidio della moglie 26enne originaria di Rodengo Saiano, Agnese Schiopetti (leggi qui).
L'uomo ha confessato prima dell'alba di lunedì durante l'ennesimo interrogatorio, avvenuto davanti ai carabinieri e al pm Claudia Moregola.
Restano gli interrogativi sul movente: perché il 28enne nella notte di sabato ha malmenato e strangolato la moglie, al culmine dell'ennesima discussione avvenuta nella loro casa di Ospitaletto, e poi ne ha buttato il povero corpo nel lago d'Iseo? Probabilmente il fatto scatenante è stato l'ultimo rimprovero di Agnese al marito, che recentemente si era licenziato dal suo posto di cuoco. Davide Sobacchi era bravo nel suo lavoro e piuttosto apprezzato anche dai titolari del ristorante Il Giardino di Paderno Franciacorta.
La moglie non mandava giù il fatto che l'uomo si fosse lasciato coinvolgere in questioni di droga. Pare infatti che avesse ripreso ad assumere cocaina, come già aveva fatto in passato.
Tra gli elementi a carico dell'omicida, ci sarebbe anche un supertestimone le cui parole inchioderebbero il giovane marito.
Si tratta di una vicina di casa che sabato, nel tardo pomeriggio, ha detto di aver sentito le urla del fatale litiglio provenire dall’appartamento di via Conventino 6 a Ospitaletto."Aiuto, aiuto, aiuto", avrebbe gridato la voce disperata di Agnese. Poi un silenzio mortale.
Inoltre domenica mattina presto un uomo di passaggio sulla vecchia statale 510 del Sebino ha notato una persona a bordo di una Renault Clio come quella dell'assassino. L'auto era parcheggiata proprio nello slargo dal quale la vittima è stata gettata nel lago. In casa, infine, è stato trovato un pezzo di stoffa rossa identico a quello che ha chiuso per sempre la bocca alla povera giovane e che è stato recuperato sul cadavere.

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