Pedoni travolti, nove morti nel Bresciano dall’inizio dell’anno

Due vittime in poche ore tra Gussago e Vestone fanno salire il drammatico bilancio. A settembre già tre decessi in provincia, mentre sono 282 i pedoni morti in Italia.

Brescia. Nove pedoni morti dall’inizio dell’anno: con le due tragedie di martedì, tra Gussago e Vestone, il Bresciano raggiunge Milano in cima alla triste graduatoria delle province italiane per numero di vittime tra chi si sposta a piedi. Un bilancio che restituisce la dimensione di un fenomeno che continua a colpire con particolare durezza gli utenti più vulnerabili della strada.
Le ultime due vittime sono l’ex sindacalista Mario Clerici, deceduto sul colpo, 838852, morta dopo 15 giorni di ricovero in ospedale. Due storie diverse, accomunate da un investimento stradale e da un bilancio che porta a nove i pedoni deceduti nel Bresciano nel 2026, secondo i dati dell’Osservatorio Pedoni di Asaps-Sapidata.
La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di pedoni morti
dopo essere stati travolti da automobili, autocarri o altri veicoli: le vittime dall’inizio dell’anno sono 42. A livello nazionale i decessi hanno già raggiunto quota 282, mentre nell’intero 2025 erano stati 434. Il dato resta lontano dai 612 morti registrati nel 2018, ma l’andamento dei primi mesi dell’anno alimenta il timore di un’inversione di tendenza.
Particolarmente drammatico è stato l’inizio di settembre: negli ultimi sette giorni sono stati conteggiati 18 pedoni morti in Italia, tre dei quali nel Bresciano. Nel bilancio dell’Osservatorio Asaps rientra anche la tragedia avvenuta sabato scorso durante il Rally 1000 Miglia, costata la vita all’appassionato torinese Francesco De Pasquale.
Numeri che non possono raccontare il dolore di familiari e amici, ma che evidenziano una questione ormai centrale per la sicurezza stradale: la tutela di chi si muove a piedi. Il pedone resta infatti l’utente più esposto e vulnerabile, soprattutto nel rapporto con veicoli che, in caso di investimento, possono trasformarsi in strumenti letali.
Le nove vittime bresciane dall’inizio dell’anno significano, in media, una vita spezzata ogni mese. Un dato che, insieme a quello nazionale, ripropone la necessità di aumentare l’attenzione sulla sicurezza degli attraversamenti, sulla velocità e sul rispetto degli utenti più deboli della strada.

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