Strade insanguinate, sulla SS45 bis otto vittime da gennaio

Il 22 gennaio il terribile schianto in cui persero la vita cinque giovanissimi ragazzi valsabbini, quindi un altro frontale in cui morirono sul colpo due operai stranieri e mercoledì l'ultima vittima, un 46enne dello Sri Lanka.

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Brescia. Con il drammatico frontale che si è verificato nel pomeriggio di mercoledì a Mazzano, in località Prati Magri e in cui ha perso la vita un uomo di 46 anni originario dello Sri Lanka, salgono a otto, dall’inizio dell’anno, le vittime sulla Ss 45 bis.
Una strada la cui pericolosità è nota a tutti, tanto che, sfruttando le risorse messe a disposizione dal Pnrr (o, anche, da altri fondi pubblici), le amministrazioni valsabbine hanno proposto di prolungare il percorso della metropolitana leggera di Brescia fino ai Tormini, risolvendo (o cercando di farlo) gli atavici problemi connessi alla viabilità e alla sicurezza lungo la Sp45, e, più in generale, nell’area Est della provincia.

L’incidente più grave, quello che salì alla ribalta anche delle cronache nazionali, è avvenuto il 22 gennaio quando furono cinque giovanissimi ragazzi, di età compresa tra i 17 e i 22 anni, a morire in un tragico frontale con un pullman di linea a Rezzato.
A perdere la vita il 19enne Dennis Guerra, i 20enni Imad El Harram e Imad Natiq, il 22enne Salah Natiq e Irene Sala, 17 anni, che viaggiavano sulla stessa vettura, guidata dal ragazzo più grande che, si scoprì successivamente, non aveva mai conseguito la patente.

Sulla stessa strada, qualche settimana dopo, altre due vittime: due operai di 53 e 28 anni, originari dell’Est Europa, che viaggiavano a bordo di un furgone, si sono schiantati frontalmente con un camion, morendo sul colpo.
Mercoledì 14 luglio l’ottava vittima, sempre in un sinistro frontale.

 

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