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Rezzato: “Non sapevo che Salah non avesse la patente”

Avviate le indagini sullo schianto costato la vita a cinque giovanissimi amici. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio e lesioni stradali.

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(red.) Mentre la Valsabbia piange i suoi cinque ragazzi, morti nel terribile schianto avvenuto sabato sera a Rezzato (Brescia), incominciano ad affiorare i primi dettagli sull’incidente costato la vita a Salah Natiq, Dennis Guerra, Irene Sala, Imad El Harram, Imad Natiq, di età compresa tra i 17 e i 22 anni.
La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio e lesioni stradali.
Due, nel frattempo, le persone sentite dagli inquirenti e le cui testimonianze hanno permesso di ricostruire i contorni del dramma che si è portato via cinque giovanissime vite. E’ stato ascoltato l’amico 18enne, residente a Barghe, che ha prestato l’auto (intestata al padre) su cui viaggiava il gruppetto di amici.
Il ragazzo avrebbe dichiarato di avere prestato l’auto, alla cui guida vi era Salah Natiq, 22 anni, perchè convinto che avesse la patente, dato che già in passato gliela aveva concessa in uso. Non solo, il 18enne avrebbe riferito alla polizia che «da oltre un anno lo vedevo guidare in paese».
Un punto importante che dovrà essere accertato anche per le successive procedure che si apriranno a livello assicurativo.
Nessuno dei giovani presenti sulla vettura che si è schiantata frontalmente con un pullman aveva la licenza di guida.
Non è stata disposta l’autopsia sui corpi delle vittime, quindi non è possibile conoscere se chi era alla guida avesse bevuto. Negativi i risultati degli esami alcolemici e tossicologici effettuati sul conducente dell’autobus.

Il secondo testimone è il conducente della vettura sorpassata dall’auto dei cinque ragazzi. Il 50enne che era alla guida, un bresciano, che viaggiava con la famiglia, avrebbe riferito che viaggiava a 70 km all’ora quando è stato superato dalla Polo dei ragazzi che gli avrebbe “fatto i fari”. I giovani quindi avrebbero viaggiato a velocità sostenuta quando è avvenuto l’incidente. Un medesimo riscontro sarebbe quello dell’autista del pullman che se li sarebbe improvvisamente trovati davanti, senza la possibilità di evitare l’impatto.

La polstrada di Salò sta cercando di raccogliere maggiori elementi possibili per fare luce sulle dinamiche del sinistro avvenuto sabato sera attorno alle 23, sulla 45bis in direzione di Brescia dove i ragazzi, una decina in tutto, distribuiti su due vetture, avrebbero avuto intenzione di trascorrere una serata in compagnia.
Una serata che si è conclusa nel sangue, lasciando nel dolore cinque famiglie e una comunità intera.

 

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