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Ondate di calore, vademecum per i datori di lavoro

Cisl Brescia ricorda quali siano i doveri nei confronti dei lavoratori maggiormente esposti ai rischi di temperature eccessive.

(red.) Come ogni anno, Regione Lombardia ha fornito le “indicazioni per la gestione degli effetti conseguenti a ondate di calore“. A partire da queste indicazioni Ats Brescia ha predisposto un apposito “Piano degli interventi”.

Tra i più esposti ai rischi del caldo sono i lavoratori dell’edilizia, della cantieristica stradale, dell’agricoltura e di diversi altri contesti produttivi.

“Il datore di Lavoro” ricordano gli operatori dello Sportello Sicurezza della Cisl bresciana, “deve valutare il rischio legato ai fattori microclimatici e fornire ai lavoratori una corretta formazione sul rischio, sui possibili danni e sulla loro gravità, sui segni e sintomi di allarme (cute calda e arrossata, sete intensa, sensazione di debolezza, crampi muscolari, nausea e vomito, vertigini, convulsioni, stato confusionale fino alla perdita di coscienza), sulle misure di prevenzione e protezione adottate e sui comportamenti di salvaguardia da tenere”.

Nella guida pubblicata dal Ministero della Slaute e dall’Inail sono indicate le modalità da seguire in caso di situazioni in cui possa verificarsi il caldo eccessivo.

L’eccesso di calore può rivelarsi fatale quando esistono condizioni
patologiche croniche che ostacolano i meccanismi compensativi
della termoregolazione.

Le patologie associate alle alte temperature ambientali possono essere: colpo di sole (rossore e dolore cutaneo, edema, vescicole, febbre, cefalea); all’effetto dell’eccessiva esposizione ai raggi solari si aggiungono gli effetti del surriscaldamento e della disidratazione; crampi da calore (spasmi dolorosi alle gambe e all’addome, sudorazione); esaurimento da calore (abbondante sudorazione, astenia, cute pallida e fredda, polso debole, temperatura normale); colpo di calore (temperatura corporea superiore a 40 °C, pelle
secca e calda, polso rapido e respiro frequente, stato confusionale, deliri o convulsioni, possibile perdita di coscienza).

Anche gli infortuni sul lavoro possono essere correlati alle
ondate di calore. Le elevate temperature possono causare malori o ridurre la
capacità di attenzione del lavoratore e quindi aumentare il
rischio di infortuni.
Durante le ondate di calore i tipi di infortunio e le modalità di
infortunio più frequenti sono: incidenti di trasporto, scivolamenti
e cadute, contatto con oggetti o attrezzature, ferite, lacerazioni e amputazioni.

Le categorie ritenute più a rischio? Operai addetti a trasporto e produzione
di materiali, addetti a macchinari e utensili, occupati all’aperto
(manovratori, installatori, asfaltatori, cantonieri stradali, cavatori, edili,
agricoltori, addetti alla pesca).

Come proteggere i lavoratori? Prevenire la disidratazione (avere acqua
fresca a disposizione e bere regolarmente, a prescindere dallo stimolo della sete; durante una moderata attività in condizioni moderatamente calde bere circa 1 bicchiere ogni 15 – 20 minuti).  Indossare abiti leggeri di cotone, traspiranti, di colore chiaro, comodi, adoperando un copricapo (non lavorare a pelle nuda).
Rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca; lavorare nelle zone meno esposte al sole; ridurre il ritmo di lavoro anche attraverso l’utilizzo di ausili meccanici, ma fare anche interruzioni e riposarsi in luoghi freschied evitare di lavorare da soli.

Nel vademecum vengono anche indicate le azioni che il datore di lavoro deve compiere a tutela degli addetti, ovvero, in primis, consultare il bollettino di previsione e allarme per la propria città (sito di
riferimento: www.salute.gov/caldo) e, nei giorni a elevato rischio ridurre l’attività lavorativa nelle ore più calde (dalle 14 alle 17) e programmare le attività più pesanti nelle ore più fresche della giornata.

Il titolare deve anche garantire la disponibilità di acqua nei luoghi
di lavoro; inserire un programma di acclimatamento graduale e prevedere un programma di turnazione per limitare l’esposizione dei
lavoratori. E’ necessario aumentare la frequenza delle pause di recupero, invitare i lavoratori a rispettarle , ove possibile, mettere a disposizione dei
lavoratori luoghi climatizzati in cui trascorrere le pause di interruzione del
lavoro. oltre ad dispositivi di protezione individuali (DPI) e indumenti protettivi.

 

 

 

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