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Spedali civili di Brescia: un sistema robotico innovativo per sconfiggere i tumori

Operativo l'ultima generazione del più avanzato sistema per la radiochirurgia e la radioterapia stereotassica

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(red.) Gli Spedali Civili di Brescia proseguono l’importante percorso di investimenti nelle più moderne e innovative tecnologie scegliendo di adottare il sistema robotico CyberKnife S7, l’ultima generazione del più avanzato sistema per la radiochirurgia e la radioterapia stereotassica, distribuito in Italia da ab medica, leader nella produzione e distribuzione di tecnologie medicali.
La ASST Spedali Civili, impegnata già da anni per offrire ai propri pazienti i migliori trattamenti e gli strumenti tecnologici più avanzati in radioterapia, ha scelto di adottare l’ultima e ancora più performante versione dell’innovativo sistema robotico, che offre caratteristiche ancora più evolute e uniche sul mercato.

L’Istituto del Radio “O.Alberti” degli Spedali Civili di Brescia rappresenta un fiore all’occhiello della struttura: dall’introduzione di CyberKnife nel novembre 2019, sono stati trattati ad oggi circa 450 pazienti, di cui 173 solo nel 2021, con una evidente progressione. L’attività non si è fermata neanche durante la pandemia da Covid-19 e, grazie all’efficienza del processo organizzativo e alla disponibilità di apparecchiature di altissima tecnologia, come il CyberKnife, l’ospedale ricopre una posizione da protagonista nella cura dei tumori in Lombardia e nel Nord Italia.

“L’introduzione di nuove tecnologie, fra le quali CyberKnife – dichiara il Prof. Stefano Maria Magrini, Direttore della U.O. di Radioterapia degli Spedali Civili di Brescia – permette di offrire un ventaglio più ampio di possibilità di cura ai nostri pazienti, aprendo la possibilità di trattare, anche con finalità curativa, neoplasie per le quali era difficile poter proporre un trattamento radioterapico; Cyberknife consente l’effettuazione di trattamenti stereotassici non invasivi e si è rivelato utile in molte situazioni cliniche”.

La radioterapia stereotassica sta infatti emergendo come standard di cura anche negli stadi più avanzati della malattia e in molti casi di pazienti affetti da tumori intracranici, spinali, al polmone, alla prostata, al fegato, consentendo trattamenti ugualmente efficaci di quello chirurgico, al fianco della radioterapia convenzionale.

Grazie all’ampia libertà di movimento del braccio robotico e all’avanzato sistema di imaging, che permette di “inseguire” i movimenti del “bersaglio” neoplastico durante le sedute, CyberKnife S7 consente trattamenti ancora più efficaci ed accurati. Infatti, il sistema di Intelligenza Artificiale (AI) di cui è dotato definisce continuamente le modalità di erogazione del trattamento in tempo reale, in base alla posizione del bersaglio, senza interrompere l’emissione del fascio di radiazioni e senza dover riposizionare il paziente, mentre questi respira liberamente. La sede del tumore può essere individuata con estrema precisione e ciò comporta una riduzione significativa dell’irradiazione dei tessuti sani adiacenti alla neoplasia e una maggiore salvaguardia degli organi a rischio. Questo si traduce, in numerose situazioni cliniche, in una riduzione delle sedute di trattamento e dell’esposizione alle radiazioni, in minori accessi ospedalieri da parte del paziente e, infine, in una migliore qualità di vita del paziente, oltre a un risparmio di costi. In Italia sono 13 i sistemi CyberKnife installati (355 nel mondo) e nel 2019 sono stati trattati più di 4.200 pazienti (38.000 dal 2001).

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