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In Lombardia via libera ai tamponi anche nelle parafarmacie

Con 30 sì e 26 no, grazie al voto segreto chiesto dalle opposizioni e malgrado il parere contrario della giunta, il consiglio regionale ha approvato la mozione dei Cinque stelle.

(red.) Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la mozione presentata dal Movimento 5 stelle, che chiedeva l’estensione del servizio tamponi alle parafarmacie. La votazione segreta ha deciso l’approvazione del testo del M5Stelle e la bocciatura di quello del Partito Democratico. La proposta è passata a sorpresa con 30 sì e 26 no grazie al voto segreto chiesto dalle opposizioni, malgrado il parere contrario della giunta. Nei prossimi giorni, sarà emessa una disposizione che renderà ufficiale l’ampliamento dell’offerta di test antigenici per i cittadini. Non solo punti tampone di Ats e farmacie, ma anche parafarmacie (in Regione ce ne sono circa 500, di cui 150 in provincia di Brescia).
“L’approvazione di questa mozione è un enorme successo per il Movimento Cinque Stelle”, ha detto Gregorio Mammì. “Ho chiesto al governo regionale di attivarsi al fine di aprire anche alle parafarmacie e agli infermieri libero professionisti, che già privatamente fanno tamponi senza poterli registrare, l’accesso al sistema regionale di gestione dei tamponi. Ritengo si tratti di soluzione semplice e immediatamente realizzabile, dal momento che all’interno delle parafarmacie lavora personale con il medesimo percorso di studi e la medesima preparazione, di quello che lavora all’interno delle farmacie. La giunta ha tentato di difendere una visione politica miope che piega le Istituzioni ad interessi che non sono quelli dei cittadini, ma di una precisa categoria. Ringrazio i colleghi consiglieri per aver votato nell’interesse dei cittadini, arrivando a sconfessare la loro stessa maggioranza”.
“Il centrodestra in consiglio regionale, solo a voto segreto, ha ammesso i disagi subiti dai lombardi per ottenere un tampone anti-Covid e ha votato per togliere il vincolo che impedisce alle parafarmacie di eseguire i test, nonostante abbiano spazi e personale non diverso da quelli delle farmacie”, ha commentato il presidente della commissione regionale d’inchiesta sul Covid Gian Antonio Girelli (Pd). “Avevamo sollevato il tema già a dicembre, prima che iniziasse l’ondata di Omicron, convinti che andasse ampliata l’offerta di tamponi ai cittadini, ma è stato necessario il caos delle ultime settimane e il voto segreto per superare un veto che il centrodestra ha espresso anche in Parlamento. Il problema dei tamponi non è stata una psicosi, come ha detto in Aula il sottosegretario Turba, ma un disagio vero che ha riguardato decine di migliaia di lombardi”.

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