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Green pass “rafforzato”, pressing delle Regioni

Questo giovedì l'incontro Governo-Regioni per decidere sull'eventuale stretta ai non vaccinati. Gelmini: "Il nostro Paese può restare aperto, abbiamo 84% di copertura vaccinale".

(red.) Un green pass ‘rafforzato’ con nuove restrizioni solo per i non vaccinati in caso di cambio di colore.
E’ quello che chiedono le Regioni, mentre l’Italia sfonda quota 10mila contagi Covid e torna indietro all’8 maggio, giorno dell’ultimo bollettino con altrettanti nuovi positivi in 24 ore. Si guarda in particolare al green pass 2G, ovvero il rilascio del certificato verde – sull’esempio di Austria e Germania – solo per vaccinati (geimpft) o guariti (genesen), escludendo il tampone negativo. La soluzione 2G in Italia si inserirebbe nelle discussioni sulle regole da adottare in caso di eventuali passaggi di regioni in zona arancione o zona rossa e è potrebbe essere proposta dai Governatori nell’incontro Governo-Regioni di giovedì 18 novembre.

La ministra bresciana Mariastella Gelmini ribadisce che le decisioni assunte “consentono al nostro paese di restare aperto. Abbiamo l’84% di cittadini vaccinati con due dosi, il governo monitora con grande attenzione l’andamento dei contagi, sollecita la terza dose, ha varato indicazioni sui mezzi di trasporto, per il momento ci fermiamo qui”. E anche la validità del green pass, aggiunge, “al momento resta di 12 mesi. Valuteremo poi in base all’andamento dei contagi”.

Il punto sarà fatto all’inizio di dicembre, con in mano i dati aggiornati su curva dei contagi, tasso di occupazione di terapie intensive e posti letto ordinari e vaccini: ad oggi hanno completato il ciclo 45, 5 milioni di italiani (il 76,8% della popolazione), mentre la terza dose è stata inoculata a 3,2 milioni. Chiaro che si dovrà spingere sul ‘booster’. Ed ecco che, dopo il coinvolgimento della fascia 40-59 anni a partire dall’1 dicembre, ci potrebbe in seguito essere un ulteriore abbassamento dell’età: “è evidente che poi la terza dose sarà per tutti”, rileva la Gelmini. “Negli ultimi giorni abbiamo fatto circa 130 mila richiami al giorno – sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza – dobbiamo insistere”.

Tra le altre ipotesi, il taglio a 9 mesi della validità del pass, mentre c’è chi chiede una sforbiciata anche alla scadenza del tampone antigenico: da 72 a 48 ore. Se ne parlerà tra un paio di settimane per una valutazione, con il coinvolgimento anche dal Cts. In appoggio alla posizione dei governatori si schiera il microbiologo Guido Rasi, consulente del commissario all’emergenza Francesco Figliuolo: “dobbiamo creare ambienti con il minor rischio possibile di circolazione. Quindi se i no vax, oltre a creare problemi intrinseci, hanno anche comportamenti che facilitino questa circolazione virale, questo deve essere oggetto di una riflessione importante”.

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