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Covid, lockdown per i non vaccinati? Confronto Stato-governatori

L'ipotesi di seguire il modello austriaco (stretta sugli spostamenti per chi non è vaccinato) accende il dibattito tra presidenti delle regioni e Governo.

(red.) Dalla mezzanotte di lunedì è in vigore in Austria il lockdown duro per i non vaccinati. Circa due milioni di cittadini non immunizzati possono uscire solo per lavoro, acquisti di prima necessità e attività motorie.
Una misura presa per contrastare la quarta ondata della pandemia di Covid che sta colpendo l’Europa, e che è entrata anche nel dibattito italiano. Alcuni presidenti di Regione si dicono favorevoli all’eventuale adozione di una restrizione simile, altri invece sono più incerti o temono le tensioni sociali.
Tra questi ultimi il governatore della Lombardia Attilio Fontana che, interpellato sull’ipotesi ha affermato che direbbe di sì “dal punto di vista dell’opportunità”, ma “dal punto di vista della tensione sociale mi lascerebbe un po’ perplesso”.

“Al momento la validità del Green pass resta di 12 mesi, ma il Governo monitora con grande attenzione l’andamento dei contagi da Covid-19, sappiamo che quelli invernali sono mesi difficili, favorevoli alla diffusione del virus. Valuteremo sulla base dell’andamento dei contagi”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari regionali, la bresciana Mariastella Gelmini, in un’intervista a “Start” su Sky TG24, rispondendo alla domanda se il Governo stia valutando la riduzione della validità del Green pass, visto anche il disallineamento temporale tra la durata di quest’ultimo, dodici mesi, e l’immunità data dal vaccino, di sei mesi.

vaccino coronavirus Covid

Commentando l’andamento della campagna di vaccinazione nazionale anti-Covid, e in particolare la somministrazione della dose “booster”, Gelmini ha osservato: “Stiamo correndo con la terza dose, stiamo spiegando che questo richiamo non è la prova che il vaccino non funziona ma che è un pezzo della vaccinazione”. Questo “succede per il Covid come per altre vaccinazioni. Abbiamo già vaccinato due milioni di persone” con la terza dose, “oramai l’expertise per il piano vaccinale c’è e quindi abbiamo iniziato esattamente dai pazienti fragili, dagli over 80, dalle pazienti oncologici. Abbiamo esteso, però, dal primo di dicembre la possibilità di vaccinare gli over 40 perché riteniamo che si debba proteggere nella maniera più ampia possibile la popolazione”, ha aggiunto, per poi sottolineare che la terza dose “sarà per tutti”.

“Non abbiamo” ha osservato Gelmini, “questa volta, un problema legato al quantitativo di vaccini, le dosi ci sono. Con le Regioni stiamo collaborando, e devo dire che il ministro Franco ci sta aiutando per risolvere un problema di bilancio: le Regioni hanno chiesto due miliardi per poter far fronte alle spese che già hanno sostenuto contro il Covid, ma il ministero dell’Economia sta lavorando ed è sensibile a questa richiesta. Ci sarà un confronto anche con i capigruppo, dunque questa è una tematica molto importante”.

 

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