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Green pass ai nastri di partenza, ma restano incertezze

Mentre c'è contrapposizione tra sindacati e imprenditori su chi debba sostenere il costo dei tamponi dei lavoratori, il Governo potrebbe fare un passo indietro già da inizio 2022.

(red.) Con il countdown che segna -3 all’ingresso del Green pass obbligatorio per i lavoratori, il Governo sta lavorando per “limare” le criticità ancora presenti nell’applicazione della certificazione verde.

Dovrebbe essere infatti firmato nei prossimi giorni un Dpcm con le indicazioni generali sulle modalità dei controlli per i possessori del Green pass, sia nei settori del lavoro della pubblica amministrazione che nel privato, anche eventualmente con l’ausilio di una App. Ad essere recepite nel documento potrebbero essere linee guida già concordate con le Regioni.

Nessun passo indietro su quanto già stabilito: i tempi di validità del passaporto verde a chi esegue i tamponi non cambiano e restano di 48 ore con test rapido e 72 con molecolare. Dunque nessuna modifica delle regole e quindi ai non vaccinati (esenti con certificato esclusi) toccherà adeguarsi.

E qui si apre subito un capitolo sull’onere stesso dei tamponi che, secondo Francesco Bertoli, segretario generale della Cgil Brescia. in linea con quanto affermato dal leader nazionale del sindacato, Maurizio Landini, “i costi devono essere sostenuti dall’azienda” poiché molti lavoratori, con stipendi anche di soli 800 euro non potrebbero sostenere una spesa mensile per effettuare i controlli, a distanza di 48/72 ore.

Posizione nettamente contrapposta quella invece di Confindustria Brescia, che, per voce del vicepresidente Roberto Zini, sostiene invece che i 30/40mila lavoratori bresciani non ancora vaccinati debbano necessariamente pagare di tasca propria i tamponi, proprio perchè “lo strumento è stato introdotto per incentivare alla profilassi”.

Secondo Alberto Pluda, leader della Cisl bresciana, “se il Governo avesse reso obbligatorio il Green Pass non si sarebbero verificate le tensioni degli ultimi giorni”. Il riferimento è ai disordini avvenuti a Roma sabato scorso, culminati con l’assalto alla sede della Cgil da parte di forze neofasciste.

In caso di inadempienza nei controlli, l’imprenditore rischia una sanzione da 400 a mille euro, mentre per il lavoratore che si reca al lavoro senza certificato e senza tampone, il conto è più salato: la multa va da 600 a 1.500 euro. I controlli verranno effettuati dagli ispettori del lavoro e dalle Asl.

I nodi, spiegano soprattutto i rappresentanti delle piccole imprese, anche bresciani, sono ancora parecchi. Molte difficoltà potrebbero spuntate nei cantieri o ditte in appalto, visto che chi è privo di pass potrebbe bloccare l’andamento di una determinata catena di lavori.

Resta aperta la questione dei lavoratori stranieri, in particolare dell’Est, vaccinati con Sputnik, un siero non riconosciuto dall’Ema. Su quest’ultimo aspetto ci sono più ipotesi allo studio, una di queste è di effettuare una ulteriore dose addizionale con un vaccino a mRna in chi è vaccinato con vaccini non riconosciuti dall’Ema. C’è poi chi pensa di installare tornelli mentre altri lamentano l’aggravio di spese determinato dai necessari controlli.

“Ogni giorno le nostre imprese dovranno adempiere all’obbligo di controlli sulla validità del green pass del lavoratore mentre sarebbe più semplice almeno contemplare la possibilità di una comunicazione volontaria, da parte del lavoratore, della data di scadenza della validità del proprio Green pass”, afferma Giovanni Bozzini, presidente di Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa della Lombardia.

I dubbi della Cna riguardano in particolare quelle “categorie di lavoratori quali trasportatori, impiantisti, venditori, operatori del settore delle imprese di pulizie, persone che per esempio non si recano tutti i giorni presso la sede aziendale, ma che raggiungono direttamente la clientela”.

Possibili novità, chiarisce il sottosegretario Andrea Costa, potrebbero arrivare soltanto nel 2022. “Sarà possibile rivedere ed eventualmente ridurre l’attuale applicazione del Green pass con l’inizio del nuovo anno se i dati dell’epidemia continueranno a mostrare un trend di miglioramento, ma – precisa Costa – una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza”.

Le indicazioni, così come succederà per la Pubblica amministrazione, potrebbero prevedere controlli giornalieri e preferibilmente all’accesso in azienda, a campione (in misura non inferiore al 20% e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici.

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