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Green Pass, tamponi per 30mila lavoratori bresciani

E' il numero degli addetti che non hanno ancora effettuato la prima vaccinazione e che, dal 15 ottobre, dovranno effettuare il test ogni 48 ore per accedere in azienda.

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(red.) E’ scattato il countdown per i lavoratori bresciani, 30mila, che non hanno ancora effettuato il vaccino anti Covid e che, il 15 ottobre dovranno, per poter accedere ai luoghi di lavoro, esibire il Green pass.
Le regole varate dal Governo prescrivono che, chi non si sia sottoposto ad almeno una somministrazione, debba esibire il test molecolare (valido 72 ore) oppure antigenico (48 ore) per poter entrare in azienda.

Secondo i dati forniti da Ats Brescia e Ats Montagna sarebbero 50 mila nel Bresciano le persone ancora da vaccinare con la seconda dose e, di questi,  circa 30 mila dovranno fare i tamponi ogni 48 ore per poter accedere ai luoghi di lavoro.

Lo scorso 11 giugno , a Brescia, i sindacati Cgil Cisl Uil avevano sottoscritto un accordo con Confindustria per agevolare i lavoratori chiamati a vaccinarsi, attraverso un permesso retribuito, fino a 4 ore, durante l’orario di lavoro e di un’ora per accompagnare un familiare a vaccinarsi. Un accordo che, come è emerso nelle scorse settimane, non è sempre stato rispettato ed è stato quindi necessario un ulteriore confronto in prefettura.

Per chi non si vaccinerà, dunque, l’unica chance per tornare al lavoro in presenza sarà quella di sottoporsi ogni 48/72 ore al tampone, ma i nodi da sciogliere sono ancora diversi: chi paga i tamponi necessari ai lavoratori non vaccinati? E chi controlla? Il rischio caos è dietro l’angolo, secondo una parte della politica e dell’industria. Se alcune aziende hanno deciso di coprire le spese ai dipendenti, altre si stanno attrezzando e altre ancora brancolano nel buio, senza linee precise da adottare.

Coronavirus tamponi Covid

E’ stato calcolato che, sul territorio nazionale il numero dei lavoratori non vaccinati ammonterebbe a oltre 4 milioni, circa il 15% del totale.

Il ministero della Funzione pubblica ha stabilito intanto che, in vista del 15 ottobre, “è previsto per le attività che necessitano pianificazione e programmazione anche di turni (trasporto quali treni, autobus, traghetti, funicolari, ecc.), che il datore di lavoro possa richiedere ai soggetti obbligati a rendere le comunicazioni sul green pass di farlo con un anticipo (non superiore alle 48 ore) strettamente necessario a soddisfare le esigenze organizzative e garantire un’efficace programmazione del lavoro” .
Di conseguenza, il lavoratore senza green pass non potrà accedere o sarà allontanato dal luogo di lavoro e sarà considerato assente ingiustificato fino alla esibizione della certificazione verde.

Oltre al personale dipendente qualunque altro soggetto che intenda accedere a un ufficio pubblico – eccetto gli utenti – dovrà essere munito di « green pass» (visitatori, autorità politiche, lavoratori di soggetti terzi che svolgano attività a favore della Pa, come addetti alla manutenzione, ecc.). Sono esclusi dall’obbligo i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti dal ministero della salute;
L’indirizzo della Funzione pubblica, viene reso noto, prevede una serie di indicazioni che dovranno essere osservate dai dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche.

L’accertamento potrà essere svolto giornalmente e preferibilmente all’accesso della struttura, ovvero a campione (in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici. Saranno rese disponibili in tempo utile specifiche funzionalità per la verifica automatizzata dei green pass da parte delle amministrazioni. Sarà consentito, in caso di malfunzionamento di tali soluzioni, l’utilizzo dell’applicazione «VerificaC19», disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme per la distribuzione delle applicazioni sui dispositivi mobili.

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