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Contagi e quarantene, ipotesi di nuove regole

L’Istituto superiore di sanità sta vagliando varie ipotesi per la gestione del Covid nelle scuole. L’obiettivo è studiare norme contro il ritorno alla didattica a distanza.

(red.) La bozza di un documento contenente le indicazioni “per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid-19 in ambito scolastico” è stata stilata dall’Istituto superiore di sanità, dai ministeri della Salute e dell’Istruzione, e dalle Regioni. Come anticipato da La Repubblica, si sta valutando  una strategia di “sorveglianza con testing”: i contatti del contagiato potranno rientrare in classe se negativi.

Un problema che riguarda anche migliaia di studenti bresciani, che lo scorso anno ed il precedente hanno dovuto fare ricorso alla Didattica a distanza, con gli inevitabili disagi non solo sul fronte scolastico degli apprendimenti, ma anche a livello di socialità.

Ad oggi, la regola in vigore è la seguente: in presenza di uno studente positivo, tutta la classe finisce in quarantena. L’isolamento dura 7 giorni per i vaccinati, 10 per i ragazzi che non lo sono (almeno per gli alunni dai 12 anni in su). Prima di rientrare a scuola è necessario fare il tampone, che deve risultare negativo. Ma di fatto sono le Asl a decidere di volta in volta come bisogna comportarsi, pertanto le regole non risultano uguali per tutti: ecco perché è necessario un piano di azione uniforme.

Alcune Regioni stanno spingendo affinché venga abolito l’isolamento (ossia la quarantena) per gli studenti vaccinati di una classe in cui c’è un caso di coronavirus, optando invece per una sorveglianza con i test per i compagni di classe. Isolamento per tutta la classe, invece, se il virus colpisce un bambino con meno di 6 anni, che quindi frequenta l’asilo nido o la scuola materna

L’intenzione è andare “verso un contenimento della quarantena per chi è vaccinato”, come ha anticipato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Con le nuove regole, la quarantena non scatterebbe in maniera immediata: se i compagni dello studente positivo dovessero risultare tutti negativi al test, la didattica in presenza non subirebbe alcuno stop. I ragazzi verrebbero poi monitorati dopo cinque giorni dal primo tampone. Se dovesse esserci un nuovo caso positivo, scatterebbe la Dad ma solo per i non vaccinati.

In presenza di almeno tre casi positivi, per tutti gli studenti di quella classe si applicherebbe la quarantena e, di conseguenza, la didattica a distanza di dieci giorni per i non vaccinati e di sette per i vaccinati (proprio come accade ora). Per gli studenti sotto i 12 anni, l’isolamento scatta in presenza di due casi positivi tra i compagni.

Ma lo Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola) storce il naso: “Mettere in isolamento solo il compagno di banco o solo chi ha avuto uno stretto contatto col contagiato non è la soluzione del problema: all’interno della classe c’è sempre un contatto tra gli studenti. Quarantene troppo ridotte non ci convincono, temiamo trasmissione troppo veloci del virus”.

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