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“Tamponi salivari per scuola primaria e medie”

Questo il piano dell’Istituto Superiore di sanità per l'avvio del nuovo anno scolastico. Scelti test per ridurre al massimo il rischio di risposte di falsi positivi o falsi negativi.

(red.) Sui test salivari ci si gioca molto in termini di monitoraggio del virus. L’Istituto Superiore di sanità sta mettendo a punto il piano per il nuovo anno scolastico: così come segnala il Corriere della Sera si tratta di test salivari da ripetere ogni 15 giorni su campioni di classi sentinella, un po’ come accadrà in Veneto.

Anche il Comune di Brescia vorrebbe attivare uno screening all’avvio del nuovo anno scolastico nelle scuole dell’Infanzia. Il costo , pari a 40mila euro, verrebbe sostenuto dal Comune, le analisi effettuate dall’ Università di Brescia.

“Il piano di monitoraggio è basato su scuole sentinella primarie e secondarie (elementari e medie) individuate dalle Regioni. Un certo numero di studenti verranno sottoposti a test salivari periodici che poi verranno analizzati con la tecnica molecolare. L’organizzazione non dovrà gravare eccessivamente sulle famiglie”, ha spiega Anna Teresa Palamara, responsabile del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.

“È stato scelto il metodo di campionamento salivare proprio perché il prelievo naso-faringeo, oltre che più invasivo, sarebbe stato più complesso. Sono stati scelti test della migliore qualità per ridurre al massimo il rischio di risposte di falsi positivi o falsi negativi. Vogliamo assicurare alla scuola la continuità didattica in presenza anche per gli alunni che, per età, tra 5 e 12 anni, non hanno accesso a vaccini pediatrici, non ancora disponibili”, ha spiegato Palamara, che poi spiega cosa accadrà in caso di positività al test salivare: “Le Asl attiveranno i protocolli prestabiliti. Le linee guida che sono state utilizzate nell’anno scolastico precedente sono attualmente in fase di revisione”.

“Vogliamo assicurare alla scuola la continuità didattica in presenza anche per gli alunni che, per età, tra 5 e 12 anni, non hanno accesso a vaccini pediatrici, non ancora disponibili” ha concluso Palamara.

 

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