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Green pass, a Brescia oltre 5mila gli esonerati dal vaccino

Per loro il ministero ha predisposto una certificazione se la vaccinazione viene omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate.

(red.) Giro di vite del Viminale “sulle attività di verifica e controllo” del Green pass da parte delle forze dell’ordine, con verifiche a campione e in particolare nei luoghi turistici e della movida.
Verifiche che saranno svolte ora, anche alla luce della circolare diffusa dal Ministero dell’Interno, secondo cui anche gli esercenti (ma sarà “discrezionale”) potranno chiedere l’esibizione di un documento di identità (quindi accedere a una “seconda fase” della verifica, che non sarà sempre necessaria) oltre all’utilizzo della app che scannerizza il Qr Code del certificato.

“Tale verifica si renderà comunque necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme. Come ad esempio quando appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione”, si legge nel documento. Inoltre, “l’avventore è tenuto all’esibizione del documento di identità”.

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Nel bresciano sono già state comminate sanzioni a locali che non hanno svolto gli accertamenti legati al certificato verde.

Resta fermo il punto secondo cui le multe, in caso non si accerti la corrispondenza tra il certificato e l’identità del possessore, “la sanzione risulterà applicabile nei confronti del solo avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità anche a carico dell’esercente”.

Riguardo agli eventi sportivi e agli spettacoli, nel documento viene anche precisato che, oltre ai pubblici ufficiali, saranno anche gli steward e i gestori delle strutture a poter controllare i pass.

C’è tuttavia anche il caso di chi, il Green pass, non può ottenerlo perchè impossibilitato a vaccinarsi: per tutte queste persone il Ministero della Salute ha richiesto il monitoraggio. Nel bresciano si tratterebbe di 5.469 tra esonerati e non idonei, certificati dai medici di base e dai pediatri. Per loro c’è la strada del tampone rapido ogni volta che debbano o desiderino recarsi al ristorante (al chiuso) o ad eventi, ma il problema si pone anche per gli insegnanti.

Il Ministero ha risolto la situazione equiparando “la certificazione di esenzione alla vaccinazione anti Sars-Cov-2, rilasciata nel caso in cui la vaccinazione venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate che la controindichino in maniera permanente o temporanea” al green pass.

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“La certificazione”, viene spiegato nella nota ministeriale, valida, per ora fino al 30 settembre 2021, “potrà essere rilasciata direttamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle aziende ed enti dei servizi sanitari regionali o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale. La certificazione deve essere rilasciata a titolo gratuito, avendo cura di archiviare la documentazione clinica relativa, anche digitalmente, attraverso i servizi informativi vaccinali regionali con modalità̀ definite dalle singole Regioni/PA, anche per il monitoraggio delle stesse”.

Nella certificazione saranno indicati: i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita); la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività̀ di cui al comma 1, art. 3 del Decreto legge 23 luglio 2021, n 105; la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura “certificazione valida fino al”; i dati relativi al Servizio vaccinale della aziende ed enti del servizio sanitario regionale in cui opera come vaccinatore Covid-19 (denominazione del servizio – regione); il timbro e firma del medico certificatore (anche digitale); il numero di iscrizione all’ordine o codice fiscale del medico certificatore. I certificati non possono contenere altri dati sensibili del soggetto interessato (es. motivazione clinica della esenzione)”.

“Per il rilascio di tali certificazioni potranno essere utilizzate anche le piattaforme regionali già preposte al rilascio di certificati vaccinali e di inidoneità alla vaccinazione”.

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