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Sanitari no vax, la metà si è vaccinata

Regione Lombardia ha stabilito l'obbligatorietà del vaccino per tutti i dipendenti della Sanità. Chi non si attiene rischia la sospensione (anche dello stipendio).

(red.) Sono 2.500 gli atti di accertamento di inottemperanza all’obbligo vaccinale nelle Ats della Lombardia.
Le aziende sanitarie stanno inviando le lettere al personale, agli Ordini professionali e alle aziende, come previsto dall’articolo 4 del decreto legge 44/2021 convertito nella legge 76/2021.
Di questi, mille riguardano l’Ats di Milano, 150 quella di Bergamo, 233 l’Ats di Brescia, 201 l’Ats della Brianza, 200 l’Insubria, 350 l’Ats della Montagna, 203 l’Ats di Pavia, 188 l’Ats Val Padana.

Ma i numeri sono in costante aggiornamento, sia perché gli invii sono ancora in corso, sia perché avviene anche che, come sta accadendo nel bresciano, preso atto della sospensione (dall’attività lavorativa se non è possibile una collocazione in mansioni che non prevedano contatto con terzi, con relativa sospensione dello stipendio, almeno fino al 31 dicembre, salvo che non decidano di vaccinarsi), diversi operatori ci ripensino e decidano di sottoporsi al ciclo vaccinale.

Sono 250 le lettere inviate ad altrettanti dipendenti della sanità bresciana che non si sono sottoposti all’obbligo vaccinale, ma dopo questo richiamo formale, circa la metà ha provveduto a vaccinarsi.
Al Civile di Brescia erano 95 le persone raggiunte dalla sollecitazione: 16 medici, 53 infermieri e 26 tra tecnici, terapisti, operatori sociosanitari. La metà di questi si sono nel frattempo vaccinati, i restanti, invece, rimangono sospesi.

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Alla Poliambulanza i sanitari ancora inadempienti (e perciò sollevati dall’incarico ricoperto) sono 21 (su 2045 dipendenti).
Dodici medici e sei altri operatori sanitari sono stati raggiunti dal richiamo a vaccinarsi all’ Asst Franciacorta, 57 all’Asst del Garda :due medici, 28 infermieri e 27 operatori. In Valcamonica sono state 385 le lettere inviate dall’Asst Montagna ad altrettanti dipendenti e solo qualche decina risulta ancora non vaccinata.

Resta ancora aperto il ricorso presentato dai sanitari che contestano l’obbligo vaccinale al Tar di Brescia, dove, in autunno, il tribunale si esprimerà sull’accoglimento o meno della domanda.

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