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Coronavirus, con la variante Delta verso il green pass dopo la seconda dose

L'ipotesi sulla base dei dati delle prossime due settimane. E a fine settembre chiudono gli hub dell'Asst Garda.

(red.) Nella giornata di ieri, lunedì 28 giugno, sono arrivate una serie di notizie che riguardano la diffusione del contagio da nuovo coronavirus, anche con l’incertezza della variante Delta. E proprio per questa forma di mutazione, più contagiosa rispetto alle altre, nella nostra regione Lombardia la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti ha indicato nel 6% l’attuale incidenza rispetto alla variante Alfa (inglese) dominante, nel 60% dei casi. Ma c’è anche un’altra incertezza, dovuta proprio alla variante Delta.

Riguarda il green pass, il cosiddetto certificato vaccinale per il quale potrebbero essere necessarie due dosi del vaccino anti-covid e non una sola (questo non riguarda i guariti dal Covid che necessitano, entro i 6 mesi, di una sola dose) per poterlo ottenere. L’ipotesi formulata dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri è di permettere il rilascio del green pass solo per chi abbia completato il ciclo vaccinale. Il motivo è presto detto: secondo gli esperti la protezione migliore contro la variante Delta sarebbe la doppia vaccinazione. In ogni caso, si attendono i numeri delle prossime due settimane per capire se sarà necessario rivedere il certificato vaccinale.

Senza dimenticare, come riporta il Giornale di Brescia, che alcuni cittadini vaccinati con l’eterologa (prodotto del richiamo diverso da quella della prima dose) si sono visti invalidare il green pass per motivi tecnici che dovranno essere risolti. Intanto, dal punto di vista della campagna di vaccinazione, il prossimo 30 settembre chiuderanno i quattro hub dell’Asst del Garda, tra il bocciodromo di Manerbio, il centro tennis di Gavardo e i palazzetti dello sport di Castelletto di Leno e Lonato. Per il futuro si valuta un centro di prossimità in ogni comune o con il coinvolgimento delle farmacie e dei medici di base.

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