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Vaccino anti-covid, da luglio partono le sanzioni per i medici no-vax

Secondo quanto riporta il GdB, sono 1.800 a rischio nel bresciano. E campagna vaccinale rischia di rallentare.

(red.) In questo periodo, considerando anche l’aumento dei nuovi casi positivi al contagio da nuovo coronavirus derivanti dalla variante Delta, gli esperti continuano a dire quanto sia fondamentale la campagna di vaccinazione. Ma nel frattempo ci sono anche operatori del personale sanitario che si sono giustificati per la volontà di non farsi somministrare le dosi. Tanto che alcuni medici hanno deciso di presentare ricorso contro l’obbligo vaccinale. Per questo motivo tutte le regioni italiane, compresa la nostra Lombardia, sono pronte a far partire i provvedimenti disciplinari da luglio.

Per quanto riguarda la nostra provincia di Brescia, come riporta il Giornale di Brescia, sono 1.800 gli operatori sanitari che rischiano di incappare nella sospensione temporanea dell’esercizio della professione. Ai nomi dei non vaccinati si è arrivati attraverso le Asst e l’Ats. Quest’ultima ha inviato una prima lettera e c’è chi ha deciso di vaccinarsi. Ma all’appello mancano altri 1.800 che stanno ricevendo anche una seconda lettera, altrimenti scatterà il provvedimento disciplinare, compresa la sospensione della retribuzione. Intanto, però, sul fronte della campagna vaccinale in Lombardia si rischia di andare incontro a un rallentamento. Lo ha detto lo stesso governatore Attilio Fontana.

“Rischiamo di dover sospendere per un periodo ulteriori prenotazioni. Purtroppo a luglio verrà ridotto in maniera abbastanza consistente il numero dei vaccini che ci deve essere trasferito e ciò ci impedirà di concludere la campagna nei tempi che avevamo previsto. Anzi – ha detto il presidente – rischiamo di dover sospendere per un periodo ulteriori prenotazioni perché si tratta di una riduzione consistente. È qualcosa che non ci voleva: noi chiedevamo più dosi perché siamo arrivati a fare fino a 120 mila somministrazioni al giorno, ma avremmo potuto tranquillamente arrivare a 150-160 mila. Invece dovremo rallentare. malgrado le varianti che,secondo i virologi, dovrebbero spingere ad accelerare la campagna vaccinale”. E a essere più a rischio è il vaccino Pfizer di cui sono attese meno dosi.

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