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Coronavirus, “Italia bianca da metà giugno”. Ma resta il nodo discoteche

Indice di contagio Rt a 0,68 e incidenza a 32 casi ogni 100 mila abitanti. Solleciti per riaprire le sale da ballo.

(red.) Nel pomeriggio di ieri, venerdì 4 giugno, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute hanno presentato il consueto monitoraggio settimanale (qui il report) sul fronte del contagio da nuovo coronavirus. E i dati sono molto soddisfacenti, tanto che da lunedì 7 giugno altre quattro regioni italiane diventeranno “bianche”. Ma non solo, perché come ha auspicato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, dalla seconda settimana di giugno, quella del 14 (prevista in questa fascia anche la nostra Lombardia) quasi tutta l’Italia potrebbe approdare alla zona bianca se i numeri attuali continueranno a migliorare.

D’altronde questo lo indica anche l’indice di contagio calato a 0,68 e soprattutto l’incidenza dei nuovi casi crollata a livello nazionale a 32 ogni 100 mila abitanti. Aggiungendo anche il fatto che i dati dei ricoveri ordinari e delle terapie intensive sono al di sotto delle soglie di criticità. E sul fronte delle nuove riaperture, si attende la conferma con l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza per consentire, dopo aver raggiunto un accordo, di stare seduti in un massimo di sei persone ai tavoli al chiuso dei bar e ristoranti e senza alcun limite, invece, all’aperto.

Un altro tema che invece resta ancora nel limbo è quello della riapertura delle discoteche per poter tornare a ballare. Tanto che i gestori annunciano la disobbedienza nel riaprire dall’1 luglio se entro il 21 giugno non saranno prese decisioni sull’unico settore che ancora non sa quando potrà riaprire. E per questo motivo dal Governo fanno sapere, anche su sollecitazione delle regioni, di poter fissare un appuntamento la prossima settimana, quella del 7 giugno, per arrivare a una data definita. Tra le possibilità di accesso, si valuterà l’uso del green pass.

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