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Coronavirus, fasce di rischio: incidenza e ricoveri tra i nuovi parametri

L'idea di coprifuoco solo nelle zone rosse limitate non a intere regioni, ma a singoli territori in base al contagio.

(red.) Come già annunciato, si terrà lunedì 17 maggio la cabina di regia del Governo con gli esperti della situazione epidemiologica e che avrà al centro non solo lo spostamento del coprifuoco, probabilmente alle 23 rispetto alle attuali 22, ma anche nuove date per le riaperture di altri settori tuttora chiusi. E ieri, mercoledì 12 maggio, si è svolto un primo incontro tra le regioni e lo stesso Governo per cercare di definire nuovi parametri con cui determinare le fasce di rischio. Da una parte, grazie al fatto che la campagna di vaccinazione sta proseguendo regolarmente e, dall’altra, per la curva del contagio in continuo calo.

Per questo motivo, invece dell’attuale Rt come indice di contagio che tiene conto in realtà di dati non così aggiornati, si punterà sull’incidenza settimanale e sul tasso di occupazione degli ospedali tra ricoveri ordinari e in terapia intensiva. Mentre si aggiunge la possibilità che le massime restrizioni da zona rossa possano essere adottate non per intere regioni, ma per singoli territori. In ogni caso, secondo il documento al vaglio e condiviso dalle parti, resteranno i colori da zona bianca, gialla, arancione e rossa, ma tenendo conto solo dell’incidenza dei nuovi casi.

E dovrà essere definito, in base alla propria zona di rischio, anche un minimo di tamponi da effettuare. Di conseguenza, lo scattare della zona rossa non avverrebbe con il classico indice Rt sopra 1,25, ma in base all’occupazione dei ricoveri ordinari e di rianimazione. Si aggiunge, in questo, la possibilità che il coprifuoco possa essere adottato solo per le zone rosse e che ogni mese le fasce di rischio possano essere aggiornate in base alla campagna di vaccinazione e alla situazione epidemiologica. Ma tutto questo dovrà far parte di un decreto dedicato.

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