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Coronavirus, se resta indice Rt la Lombardia rischia il ritorno in arancione

Ultime indicazioni sul richiamo: per Pfizer fino al 21° giorno per i pazienti fragili e fino al 42° per tutti gli altri.

(red.) Per vaccinare più gente possibile almeno con la prima dose, come è noto a livello nazionale dalla struttura del commissario straordinario all’emergenza Francesco Figliuolo è emersa l’indicazione, d’accordo con il Comitato tecnico scientifico, di allungare fino a 42 giorni dopo la prima dose il richiamo di Pfizer. Tuttavia, ieri, martedì 11 maggio, dalla stessa società produttrice si fa sapere che il vaccino è stato realizzato per vedere somministrata la seconda dose fino al massimo al 21° giorno.

Tuttavia, alcuni esempi concreti rendono l’idea della possibilità di rinviare in avanti la seconda dose. E ieri è emersa l’ultima indicazione: il richiamo di Pfizer fino al massimo a 21 giorni sarà somministrato ai pazienti più fragili, mentre gli altri lo potranno fare fino al 42° giorno. E proprio la campagna di vaccinazione anti-covid è l’elemento che le regioni vorrebbero inserire nel calcolo del nuovo indice di contagio che determina in quale fascia “colorata” dover entrare dal punto di vista delle restrizioni.

Nella giornata di oggi, mercoledì 12 maggio, come è stato annunciato, il Governo incontrerà le regioni sulle nuove indicazioni, preferendo i dati dei ricoveri negli ospedali rispetto ai dati, vecchi di almeno una settimana, del contagio. Oggi il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini e quello alla Salute Roberto Speranza, come detto, sentiranno i vari enti regionali. E la Lombardia infatti, se dovesse rimanere l’attuale indice Rt, rischia di tornare in zona arancione a partire dalla prossima settimana.

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