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Vaccino anti-Covid a Brescia, controlli dei Nas per cercare i “furbetti”

Ci sarebbe qualcuno che si imbuca come caregiver (in realtà non lo è) di una persona disabile o vulnerabile.

(red.) Nella giornata di ieri, venerdì 7 maggio, dall’incontro a distanza tra il Consiglio di rappresentanza dei sindaci bresciani e le Ats è emersa una situazione particolare per quanto riguarda la campagna di vaccinazione in corso e che si intende arginare. Si parla di veri e propri furbetti che, con la scusa della possibilità di vaccinare, oltre all’assistito grave, anche fino a tre caregiver della stessa persona, c’è qualcuno che se ne approfitta.

Infatti, al momento della prenotazione del vaccino si indicano i dati della persona che ha bisogno urgente della somministrazione, ma all’inoculazione vera e propria il caregiver di turno può semplicemente presentare un’autodichiarazione qualificandosi come assistente, anche se in realtà non lo è. Per questo motivo, come è emerso dall’incontro, i carabinieri del Nas faranno dei controlli a campione e sulla base di quanto ha fatto notare anche la consigliera comunale con delega alla Sanità Donatella Albini. E non solo i caregiver, perché di fatto in Lombardia si può prenotare il vaccino a partire già dai 16 anni, ma con esenzioni derivanti da patologie che spesso potrebbero non essere così gravi.

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