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Guido Bertolaso si prepara ai saluti: “Addio Lombardia”

L'ex capo della Protezione Civile si dichiara pronto a lasciare l'incarico in Regione per tornare a Roma. Per lui il compito di sfidare Virginia Raggi per la poltrona di sindaco della capitale?

(red.) Arrivato in Lombardia il primo febbraio 2021 con l’incarico di salvare la giunta regionale dalla campagna mediatica generata dalla disastrosa gestione della prima fase del contagio da coronavirus, coordinando la campagna vaccinale, ora Guido Bertolaso lascia per tornare a Roma. “Quando non ce ne sarà più bisogno toglierò il saluto, qui non c’è bisogno di un demiurgo. La Lombardia è assolutamente in grado di fare da sola, io ho tanti altri progetti che vorrei portare avanti da povero pensionato”, ha annunciato lunedì sera durante una trasmissione televisiva. “Ormai la Lombardia è assolutamente in grado di fare da sola: Bertolaso”, ha detto l’ex capo della Protezione Civile, parlando di se stesso in terza persona, “è servito all’inizio per dare una mano, per motivare e riorganizzare la macchina. Ora finalmente Bertolaso può dedicarsi ad altro”.
Non è durata neppure 100 giorni, quindi, la sua missione lombarda, diventata meno strategica dopo l’arrivo a Roma del generale Figliuolo che ha imposto un cambio di passo con l’abbandono di Aria spa per le prenotazioni dei vaccini, passate sul portale di Poste Italiane. E già si parla di Bertolaso come possibile candidato a sindaco di Roma, antagonista di Virginia Raggi con il beneplacito della Lega e di Forza Italia. Per ora, tuttavia, si tratta solo di voci.

Naturalmente dalle opposizioni del consiglio regionale lombardo arrivano solo critiche: “Bertolaso se ne va. Di nuovo. Confidiamo questa volta sia un addio. Ricorderemo le conferenze stampa fiume dei primi giorni, infarcite di baldanza e annunci disattesi e le fughe stizzite e imbarazzate delle ultime apparizioni pubbliche, prima che l’assessore al Welfare Letizia Moratti decidesse di oscurarlo completamente”, ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimo De Rosa. “Il Movimento Cinque Stelle non si sente certo in dovere di ringraziare chi ha fatto perdere tempo a lavoratori, imprese e studenti. È arrivato senza che nessuno ne sentisse il bisogno. Ancora una volta Guido Bertolaso lascia il lavoro a metà. Esattamente come avvenuto in Umbria. Un’altra medaglia su di un curriculum degno dei migliori”.
“La campagna vaccinale sta entrando nel suo vivo ed è di poco fa la voce che vede Guido Bertolaso lontano da Palazzo Lombardia. Il presidente Fontana, però, ha smentito l’ipotesi di totale abbandono confermando che sarà meno presente”, così il consigliere regionale Niccolò Carretta (Azione) che ha commentato: “Ai 7 milioni di lombardi che ancora non sono stati vaccinati non serve un commissario part-time che gestisca la campagna nel tempo libero e magari ‘da remoto’. Regione Lombardia, Fontana e Moratti chiariscano se il rapporto è concluso definitivamente oppure se si andrà avanti. Per quanto mi riguarda, se neanche 3 milioni di lombardi sono stati vaccinati non si può affatto dire che il compito sia terminato”.

 

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