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Riaperture, centri commerciali chiusi nei weekend. Garante contro il “pass”

Brutta sorpresa per quanti speravano di tornare a fare shopping già dall'1-2 maggio. Si potrà tornare solo dal 15.

(red.) Nella giornata di ieri, venerdì 23 aprile, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il “decreto Riaperture” approvato in Consiglio dei Ministri sulle concessioni a partire da lunedì 26 aprile fino al 31 luglio, scadenza dello stato di emergenza, con il calendario delle attività economiche, e non solo, che potranno riaprire e saranno consentite. Ma proprio analizzando il decreto, non sono mancate le critiche a un provvedimento particolare, nel senso che manca dal testo: cioé la riapertura dei centri commerciali anche nei fine settimana. Questo potrà avvenire solo dal 15 maggio, quindi di fatto si salteranno due weekend, quello del prossimo 1-2 maggio e quello successivo.

Ma c’è un’altra novità che non piace al garante della privacy: riguarda il “pass” di cui intenderanno dotarsi i cittadini che, per motivi anche di turismo, vorranno spostarsi a partire da lunedì 26 aprile anche verso le zone arancioni e rosse. Una “certificazione verde” che, lo ricordiamo, prevede la durata di sei mesi fornendo un certificato di guarigione dal Covid-19 o di vaccinazione, o 2 giorni nel caso di un tampone risultato negativo effettuato 48 ore prima. Dal punto di vista delle riaperture, che a livello politico ma anche tra gli esercenti, hanno criticato soprattutto per il coprifuoco, ma anche per la serrata ai luoghi al chiuso, la ministra agli Affari regionali e Autonomie Mariastella Gelmini ha annunciato che ogni due settimane (il primo a metà maggio) verrà effettuato un check per valutare la situazione. Quindi, non è escluso che alcune concessioni possano essere introdotte prima del previsto in base al quadro epidemiologico.

E sempre in vista di lunedì, quando molte regioni, compresa la nostra Lombardia, entreranno in zona gialla, il Ministero dell’Interno emetterà una circolare in cui chiedere alle forze dell’ordine di essere magnanime nei confronti di quanti sforeranno di pochi minuti l’orario del coprifuoco alle 22 e quindi non sanzionabili. Sul fronte dei centri commerciali che dovranno restare chiusi anche nei fine settimana – prefestivi e festivi – fino al 15 maggio, le associazioni di categoria sono state molte critiche e considerandola una scelta improvvisa. Infine, come detto, la questione del “pass”. Secondo il Garante della Privacy, ci sono criticità che potrebbero inficiare il funzionamento del sistema se non saranno risolte. Tanto da chiedere “un intervento urgente a tutela dei diritti e delle libertà delle persone perché non garantisce una base normativa idonea e il pass è gravemente incompleto sulla protezione dei dati degli italiani e senza una valutazione dei possibili rischi.

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