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Riaperture, ecco la bozza del nuovo decreto al vaglio del Consiglio dei Ministri

Una delle novità riguarda le scuole superiori in zona gialla: si può mantenere la didattica a distanza fino al 40%.

(red.) In vista di lunedì 26 aprile, quando, come già annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi inizieranno le riaperture in tutta Italia, ma sempre in base alle fasce di “colore” delle varie regioni, è pronta la bozza del nuovo decreto legge anti-Covid. Documento che sarà esaminato e approvato in queste ore, tra oggi mercoledì 21 e domani, giovedì 22 aprile, in Consiglio dei Ministri. E una delle novità più importanti, emerse dopo le criticità esposte dai presidi, è che nella riapertura delle scuole superiori, nelle zone gialle si potrà andare in presenza fino al 60%, mentre è concesso fino al 40% per restare in didattica a distanza. Questo, a causa dei limiti strutturali agli istituti che non consentono i distanziamenti nel caso di studenti in presenza al 100% e anche per i trasporti pubblici non sufficienti.

Il nuovo decreto legge in approvazione sarà in vigore fino al prossimo 31 luglio, termine in cui scadrà il prolungamento dello stato di emergenza sanitaria. Tra le misure, in via di conferma, per quanto riguarda le scuole, da lunedì 26 aprile ci sarà il ritorno in classe alle superiori degli studenti almeno al 50% in zona rossa e al 60% e fino al 100% in quelle arancioni e gialle. Quindi, si potrà mantenere la didattica a distanza fino al 40%. Tutti gli altri ordini di studio, invece, dagli asili alle medie, saranno in presenza in tutta Italia e non è ammessa alcuna deroga da parte dei governatori delle regioni, se non per casi gravi. Il decreto prevede anche il ritorno agli spostamenti tra regioni gialle da lunedì e la possibilità di fare visita, in ambito regionale in zona gialla, agli amici e parenti tra le 5 e le 22 (orario del coprifuoco confermato). Ma fino al 15 giugno sarà ammesso un solo spostamento al giorno in massimo 4 persone oltre ai minorenni. E in zona arancione le visite sono ammesse, ma solo all’interno del proprio Comune.

L’altra novità riguarda il “certificato verde” con cui spostarsi tra regioni arancioni e rosse e non solo. Si tratta di un documento cartaceo o digitale, valido per sei mesi per i vaccinati e guariti dal Covid, 48 ore per quelli che hanno fatto un tampone risultato negativo. A rilasciare questo documento, che sarà caricato anche nel proprio fascicolo sanitario elettronico, potranno essere i poli vaccinali che effettuano le somministrazioni, gli ospedali in cui si è stati ricoverati per il virus, i medici di base e le farmacie autorizzate dove si è fatto il tampone. E se questi sono stati svolti prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto, si potrà chiedere il documento alle stesse strutture. Il “pass” resterà attivo fino a quando non sarà entrato in campo anche quello nuovo a livello europeo, da giugno, utile soprattutto per i vacanzieri.

Un altro elemento del decreto riguarda la possibilità di tornare a pranzo e a cena (nelle zone gialle) al ristorante, ma solo all’aperto. Quelli che hanno spazi solo al chiuso dovranno aspettare fino all’1 giugno. Torna anche la possibilità di andare al cinema a teatro e ad assistere agli spettacoli con prenotazione obbligatoria, un metro di distanza tra le persone, massimo 500 spettatori al chiuso e 1.000 all’aperto. Ma alcuni di questi appuntamenti potrebbero aver bisogno del certificato verde per poter accedere. Per il resto, sarebbe confermata la riapertura di piscine all’aperto dal 15 maggio, così come dei mercati e dei centri commerciali, anche nei giorni festivi e prefestivi. Dall’1 giugno anche nelle palestre e si potrà tornare allo stadio con una capienza non superiore al 25% e non oltre i 1.000 all’aperto e 500 al chiuso. Infine, dall’1 luglio potranno riaprire le fiere, i congressi, i centri termali e i parchi tematici. In vista delle riaperture, il ministro all’Interno Luciana Lamorgese ha già annunciato un rafforzamento dei controlli su tutto il territorio.

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