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Coronavirus a Brescia, altre 16 vittime. In Italia indice di contagio Rt a 0,85

La curva del contagio in provincia continua a diminuire. Iss: "Da prendere con cautela la riduzione dell'incidenza".

(red.) La curva del contagio nel territorio della provincia di Brescia continua a ridursi ormai da settimane, tuttavia ogni giorno purtroppo si devono segnalare nuovi deceduti anche tra quanti, già in precarie condizioni e con patologie pregresse, contraggono il nuovo coronavirus e sviluppano il Covid-19 fino alla morte. Nella giornata di ieri, venerdì 16 aprile, l’Ats di Brescia ha registrato altre 16 vittime, anche se fanno riferimento al periodo che va dal 7 proprio al 16 aprile. In ogni caso, la drammatica conta sale a 4.243 dall’inizio della pandemia. Ieri è stato anche il giorno del consueto monitoraggio settimanale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione del contagio anche a livello nazionale e relativo al periodo dal 5 all’11 aprile.

“Questa settimana si osserva ancora una diminuzione dell’incidenza settimanale (160,5 per 100.000 abitanti) contro i 210,8 per 100.000 abitanti della settimana dal 29 marzo al 4 aprile. La diminuzione di incidenza, influenzata dal basso numero dei tamponi effettuati nel periodo delle festività pasquali, va interpretata con cautela. Complessivamente – si legge nel monitoraggio – l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Nel periodo 24 marzo-6 aprile l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (0,77 nella nostra Lombardia e 150 casi ogni 100 mila abitanti come da monitoraggio), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto l’uno anche nel limite superiore.

Si osserva una diminuzione del livello generale del rischio, con sedici regioni e province autonome che hanno una classificazione di rischio moderato (di cui quattro ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e tre Regioni e una Provincia Autonoma che hanno una classificazione di rischio basso. Altre cinque hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Rimane alto, il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e aree mediche sopra la soglia critica (sono 14 contro 15 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (39%), anche se il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.743 del 6 aprile a 3.526 del 13 aprile. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche sopra la soglia critica (41%) ma in diminuzione.

Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 29.337 a 26.952. Si osserva una forte diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione. E’ necessario ridurre rapidamente il numero di casi anche con misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale. L’ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiede l’applicazione delle misure utili al contenimento del contagio. È fondamentale – termina la nota del monitoraggio – che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie”.

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