Quantcast

Vaccino anti-Covid, Speranza alla Camera: “A tutti gli over 60 entro giugno”

Ieri l'Aifa ha pubblicato un altro report: in tre mesi solo un caso su 100 morti collegato alla somministrazione.

(red.) Entro la fine del mese di giugno tutti i cittadini over 60 in Italia dovranno aver ricevuto almeno una dose dei vaccini anti-Covid. E’ questo l’obiettivo lanciato dal Governo tramite il ministro alla Salute Roberto Speranza che ieri, giovedì 15 aprile, è intervenuto alla Camera dei Deputati elencando anche una serie di numeri. Cioé il fatto che al momento sono state date oltre 14 milioni di somministrazioni e che sono 4 milioni gli italiani immunizzati, quindi che hanno ricevuto la prima dose e anche il richiamo. La vaccinazione, tra l’altro, potrebbe essere preso come un indicatore fondamentale da inserire tra i parametri per le zone di rischio delle varie regioni e quindi per le riaperture.

E’ stato anche sottolineato come si sia tornati di media sopra le 300 mila vaccinazioni giornaliere, ma l’obiettivo delle 500 mila quotidiane annunciato dal commissario Francesco Figliuolo sembra essere lontano. In ogni caso, si vuole continuare a somministrare i vaccini prima agli over 80 e a scendere fino agli over 60. Per quanto riguarda i numeri, agli over 80 la prima dose è stata data al 76% delle persone e al 30% di quelli tra i 70 e gli 80 anni. Nel frattempo sempre ieri, giovedì, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha pubblicato il terzo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini. “I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 per i tre vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

Nel periodo considerato – si legge – sono pervenute 46.237 segnalazioni su un totale di 9.068.349 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 510 ogni 100.000 dosi), di cui il 92,7% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia e stanchezza, dolori muscolari. Le segnalazioni gravi corrispondono al 7,1% del totale, con un tasso di 36 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Pfizer (81%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (68% delle dosi somministrate), con un aumento delle segnalazioni per il vaccino Vaxzevria (cioé AstraZeneca) al 17% a seguito dell’incremento dell’uso di questo vaccino (27% delle dosi somministrate).

Le segnalazioni relative al vaccino Moderna rappresentano invece il 2% del totale e sono proporzionali al numero più limitato di dosi somministrate (5%). Gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi). Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, in linea con le informazioni note sui vaccini finora utilizzati in Italia. Un focus è dedicato agli eventi tromboembolici dopo la somministrazione di Vaxzevria (ex AstraZeneca). Si sono verificati, entro 2 settimane dalla vaccinazione, dei casi molto rari di trombi associati a bassi livelli di piastrine nel sangue.

Su un totale di 62 casi inseriti in Eudravigilance in Italia sono stati segnalati 7 casi (con due decessi) di trombosi dei seni venosi intracranici (CSVT) fino al 22 marzo 2021 e 4 casi (con due decessi) di trombosi di più vasi sanguigni in sede atipica sui 24 inseriti nello stesso periodo nella rete di sorveglianza europea. L’approfondimento a livello nazionale di queste segnalazioni è condotto con il supporto di un Gruppo di Lavoro per la valutazione dei rischi trombotici da vaccini anti-COVID-19, costituito da alcuni dei massimi esperti nazionali di trombosi ed emostasi. Gli eventi avversi non noti sono oggetto di continuo approfondimento a livello nazionale ed europeo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.