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Vaccino anti-Covid in Lombardia, 70-79enni entro aprile. Adesioni over 60 dal 22

Si confermano gli obiettivi del Pirellone. Ma per le prenotazioni degli over 60 si attendono certezze sulle dosi.

(red.) Vaccinare entro aprile tutti i cittadini dai 70 ai 79 anni che si sono prenotati in Lombardia e cercare di avviare la campagna di adesione dal 22 di questo stesso mese per la fascia 60-69 anni. Sono gli obiettivi che si sono posti al Pirellone, ma tutto compatibilmente con l’arrivo delle dosi. Per quanto riguarda la nostra provincia di Brescia, sono 63 mila i cittadini che si sono prenotati al momento proprio per la fascia over 70 e di cui le vaccinazioni sono iniziate ieri, lunedì 12 aprile. Si parla di una platea, in tutta la Lombardia, che conta oltre 664 mila persone al momento iscritte e che, secondo le intenzioni del governatore Attilio Fontana, si vedranno somministrare la prima dose entro le prossime due settimane.

Poi sarà il turno degli over 60 che nel territorio dell’Ats di Brescia sono circa 143 mila. Il calendario prevede che per loro le adesioni possano aprirsi dal 22 aprile, ma su questo fronte lo stesso presidente Fontana ha sottolineato che potranno essere concretamente aperte se si saprà con precisione quante dosi sono in arrivo. Al momento, secondo i numeri forniti dallo stesso governatore, sono state vaccinate il 100% delle case di riposo e di queste l’89% ha anche ricevuto la seconda dose. E proprio sul fronte del richiamo il Comitato tecnico scientifico ha dato il benestare per posticipare la dose di Pfizer e Moderna fino a 42 giorni dalla prima.

Ma nel frattempo sempre in Lombardia resta il dilemma per i vaccinandi tra le categorie di fragili e vulnerabili dopo il caos prenotazioni e anche come definire la tabella di marcia dopo la rivisitazione connessa al fatto che si vaccineranno tutti a ritroso fino agli over 60 e poi il resto delle categorie. Per quanto riguarda gli insegnanti, quelli che avevano già appuntamento riceveranno regolarmente la dose, mentre gli altri dovranno aspettare la propria fascia d’età. Sul fronte dei disabili gravi e fragili, invece, saranno i medici di medicina generale, attraverso le Ats, a farsene carico.

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