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Vaccino per i fragili, prenotazioni in tilt

L'inserimento dei nominativi non è ancora stato completato e molti sono stati respinti dal sistema. Il via libera alle prenotazioni è stato dato troppo presto.

(red.) Le prenotazioni dovevano iniziare il 9 aprile, e tanti ci hanno provato. Però, narrano le cronache, molti famigliari di disabili, malati cronici, invalidi civili che hanno tentato di prenotare on line la vaccinazione sulla piattaforma di Poste Italiane sono stati respinti, in qualche caso anche diverse volte. Con la risposta che non avevano 75 anni di età.
L’alternativa? Telefonare al numero verde, che naturalmente essendo preso d’assalto li ha costretti ad esasperanti attese mettendo alla prova la pazienza degli utenti e richiedendo ai più determinati decine di chiamate. Ma alla fine, arrivati fino all’operatore, qual è stata la risposta? Che il sistema non era ancora pronto, meglio sentire il proprio medico di base. Il quale, spesso, ne sapeva ancora di meno diventando il parafulmine della protesta degli utenti deboli e dei loro parenti, che poi si sono sfogati anche sui social.
Il problema sta nel sistema informatico e nel fatto che l’annuncio che ha dato via libera alle prenotazioni dei cosiddetti “fragili” e dei loro caregiver è stato dato troppo presto, quando il caricamento nel sistema delle Poste – considerato molto più efficiente di quello di Aria – degli elenchi degli aventi diritto, che rientrano nelle patologie previste dalla Tabella 1 con le relative integrazioni, non era ancora stato completato.
Del resto ai medici di base era stato concesso fino al 15 aprile per trasmettere i nominativi con i quali integrare gli elenchi. Quindi servirà ancora un po’ di pazienza perché tutti possano prenotarsi. Resta il problema degli estremamente vulnerabili che dovrebbero essere vaccinati negli ospedali, ma spesso si trovano in case di riposo o strutture private che non sono attrezzate per la somministrazione del vaccino.

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