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Coronavirus a Brescia, altri 24 morti. Da lunedì vaccini in Fiera e a Boario Terme

Tra le vittime ci sono 9 in Valcamonica risalenti anche a metà marzo. L'incidenza settimanale scesa a 218.

(red.) Brescia, come il resto della Lombardia, approderà alla zona arancione da lunedì 12 aprile partendo però da una giornata, quella di ieri, venerdì 9, che ha visto un nuovo aumento dei casi positivi (ventuno Comuni hanno superato i 1.000 da inizio pandemia) al nuovo coronavirus. Ma è il normale segno della fluttuazione e comunque per una tendenza, grazie anche al periodo pasquale in cui si sono effettuati meno tamponi, al ribasso. Tanto che attualmente nel bresciano l’incidenza settimanale è di 218 casi ogni 100 mila abitanti, al di sotto dei 250 che fanno scattare in automatico la zona rossa.

Ma restano tutte occupate le terapie intensive, mentre per fortuna si assiste a un calo dei pazienti Covid nei reparti ordinari. A questi elementi, invece, bisogna aggiungere purtroppo altre 24 vittime registrate ieri, venerdì. Ma del calcolo fanno parte anche quelli segnalati dall’Ats della Montagna per la Valcamonica e relativi al periodo dal 16 marzo al 2 aprile. In ogni caso, la doppia cifra è un dato che fa ulteriormente salire il bilancio delle vittime dall’inizio della pandemia nella nostra provincia. E tra i deceduti in tutta la provincia, cinque sono di Brescia città, tutti uomini di 69, 70, 73, 74 e 82 anni.

Sul fronte della campagna di vaccinazione, che da lunedì 12 aprile vedrà aggiungersi anche l’hub al Brixia Forum e quello al centro congressi di Boario Terme, la somministrazione va avanti nei diversi punti già attivi e al momento per gli over 80 e per le seconde dosi. A ieri, venerdì 9 aprile, nelle sedi di Sarezzo, Roncadelle e via Morelli sono state somministrate 44.711 dosi. Al centro commerciale Freccia Rossa sono state somministrate 10.021 dosi.

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