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Vaccino anti-Covid, in arrivo altre dosi Pfizer. Nuovi problemi AstraZeneca

Un milione e mezzo oggi dall'azienda americana-belga. Sul vaccino inglese nuova riunione dell'agenzia Ema.

(red.) Nella giornata di oggi, mercoledì 7 aprile, sono attese in Italia un milione e mezzo di dosi del vaccino Pfizer che saranno poi subito distribuite alle varie regioni. E proprio della stessa azienda farmaceutica saranno 6 degli 8 milioni previste nel corso di questo mese di aprile le dosi per cercare di immunizzare più gente possibile. Numeri che, però, non sono sufficienti per raggiungere l’obiettivo lanciato dal commissario straordinario all’emergenza Francesco Figliuolo per arrivare a 500 mila vaccinazioni al giorno entro aprile. Bisogna anche aggiungere che sono emersi nuovi problemi per quanto riguarda AstraZeneca, tra il ritardo nelle consegne e soprattutto la possibilità che non possa essere usato per determinate categorie di persone.

E in questo scenario, nel frattempo, ieri sera, martedì 6 aprile, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa a livello nazionale per consentire di vaccinare i dipendenti all’interno delle attività produttive e durante il normale orario di lavoro. Sono questi gli elementi, connessi alla vaccinazione, che stanno animando la discussione di queste ore e soprattutto la preoccupazione di non riuscire ad adempiere agli obiettivi che si vogliono raggiungere in determinati tempi. In ogni caso, il dato certo è che più di 3,5 milioni di italiani sono completamente immunizzati dopo aver ricevuto anche la seconda dose, mentre sono 8 milioni quelli che hanno incassato almeno la prima dose. Per quanto riguarda la campagna di somministrazione, al momento sono state date il 54% delle dosi di AstraZeneca pari a 2,2 milioni su oltre 4 milioni consegnate, il 50% di Moderna tra le 658 mila somministrate a fronte di 1,3 milioni consegnate e a farla da padrone è Pfizer con il 96% di dosi utilizzate, cioé 8,3 milioni rispetto a 8,7 milioni consegnate.

Ma come detto, sulla campagna di somministrazione pesa quanto potrebbe succedere per AstraZeneca. Tra oggi, mercoledì 7 e domani, giovedì 8 aprile, l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sarà di nuovo chiamata a pronunciarsi dopo i diversi casi di trombosi accusati da chi si era fatto somministrare le dosi. In particolare, tra le donne più giovani. Per questo motivo la stessa agenzia europea potrebbe indicare il non uso per queste categorie e di conseguenza anche la nostra Agenzia italiana del farmaco potrebbe prenderne atto.

Infine, come detto, anche le attività produttive possono essere un luogo dove vaccinare i dipendenti. Il protocollo sottoscritto tra il Governo e le parti sociali prevede dei piani aziendali per attivare in modo straordinario dei punti di vaccinazione. Questo, grazie alla collaborazione dei medici aziendali e dell’Inail. In ogni caso i lavoratori potranno vaccinarsi su base volontaria e dal punto di vista dei costi saranno divisi tra i datori di lavoro e i servizi sanitari regionali. Su questo fronte è stata espressa soddisfazione dal presidente di Confapi Maurizio Casasco e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando.

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