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Coronavirus a Brescia, altre 18 vittime e ospedali pressati. Ma Fontana vede arancione

In provincia un terzo delle vittime regionali. Il governatore lombardo: "Speriamo di tornare in arancione dal 12 aprile".

(red.) Nella giornata di ieri, martedì 6 aprile, purtroppo nel bresciano si sono registrate altre 18 vittime a causa o con la presenza del Covid-19. Questo, a fronte di un crollo dei nuovi positivi di contagio come emerso dal bollettino ufficiale della Regione Lombardia, ma condizionato dal periodo pasquale. In ogni caso il forte calo dei nuovi casi di contagio ha portato a un’incidenza settimanale di 267 ogni 100 mila abitanti, appena al di sopra dei 250 che fanno scattare in automatico la zona rossa. Ma è comunque un forte calo importante per consentire di rivedere qualche spiraglio di luce. E a livello regionale, l’incidenza, è scesa a 216 casi ogni 100 mila abitanti, quindi da zona arancione.

Tanto che il governatore Attilio Fontana spera che venerdì 9 aprile, al consueto monitoraggio settimanale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, possano arrivare buone notizie su restrizioni meno pesanti. Ma questa situazione, come detto, si scontra con altre 18 vittime (un terzo dei totali della Lombardia) nel bresciano e che portano il conto a 4.123 dall’inizio dell’emergenza pandemica. Le vittime – quattro quelle di Brescia città – sono però risalenti al periodo dal 22 marzo al 6 aprile. La preoccupazione resta evidente anche nella pressione sugli ospedali. All’Asst del Garda continuano a restare oltre venti i ricoverati nei reparti di terapia intensiva.

E anche al Mellini di Chiari tutti i posti di rianimazione sono occupati, con la preoccupazione di vedere anche pazienti con un’età media decisamente più bassa. Un’altra situazione da considerare è quella dell’ospedale di Esine che ha terminato i posti letto per pazienti Covid. Il presidio è punto di riferimento per questi malati in Valcamonica, ma si è arrivati al centinaio di ricoverati. E per continuare a garantire le altre cure si sono resi necessari una serie di trasferimenti di pazienti verso altri ospedali lombardi e bloccati gli ingressi.

Nonostante questa situazione di pressione, la Lombardia potrebbe andare verso la zona arancione da lunedì 12 aprile. “I numeri della nostra regione stanno migliorando e se continuerà così spero venerdì che potremo chiedere di tornare arancioni – ha detto il governatore Fontana – da fine mese dovrebbero arrivare dal Governo regole diverse sulle restrizioni per il coronavirus e dal mese di giugno si potrebbe riparlare di riacquistata normalità”. Ricordiamo che la Lombardia è in zona rossa dallo scorso 15 marzo.

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