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Coronavirus, verso nuovo decreto: tutta Italia chiusa fino al 30 aprile

Draghi e il ministro Speranza hanno presentato le nuove misure. Ma dopo Pasqua si torna a scuola in presenza.

(red.) I primi a ripartire subito dopo le vacanze pasquali saranno gli studenti che, in base al “colore” in cui si trovano le regioni dove abitano, potranno comunque tornare a fare lezione di nuovo in presenza. Niente da fare, invece, per le attività di ristorazione tra bar, locali e ristoranti, oltre alle strutture sportive tra palestre e piscine, ma nemmeno i luoghi dell’intrattenimento come i cinema e i teatri. Di questi, al massimo, se ne riparlerà dopo il 30 aprile. Ma per le attività che sono costrette a restare ancora chiuse un altro mese, entro la prima metà di aprile arriverà un altro decreto Sostegni. E sul fronte sanitario si sta studiando una misura dedicata nei confronti di quei medici e degli operatori sanitari che, nonostante siano a contatto con i malati, non intendono vaccinarsi contro il Covid-19.

Tutte queste novità sono state presentate nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 26 marzo, a palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza. Mentre il prossimo appuntamento atteso sarà quello di lunedì 29 marzo quando il Governo incontrerà in videoconferenza le regioni per capire l’evoluzione del piano vaccinale in corso. Dunque e di fatto, l’Italia resta chiusa fino alla fine di aprile dal punto di vista delle restrizioni. Ma come detto, la priorità sarà la riapertura delle scuole in presenza. In questo senso, già dopo le feste di Pasqua, nelle regioni in zona rossa (probabilmente anche la nostra Lombardia) si potrà andare in classe fino alla prima media, mentre in quelle arancioni – fino alla fine di aprile non si parla di zone gialle – potranno tornare tutti in presenza fino alla terza media e al 50% alle superiori.

Un’altra misura riguarda anche gli spostamenti tra regioni che restano vietati ancora fino al 30 aprile, insieme a tutte le altre misure ormai note in base al “colore” rosso o arancione delle varie zone. Queste sono misure emerse dalla cabina di regia visto che la situazione si presenta ancora delicata dal punto di vista dei contagi, seppure con una stabilizzazione e una tendenza alla discesa. E ieri il premier Draghi ha anche sottolineato, rispondendo alle critiche della Lega, che “si riaprirà solo in base ai dati del contagio”. Di conseguenza, la prossima settimana sarà prorogato il decreto legge che attualmente è in vigore fino al 6 aprile e solo a metà di quel mese si valuterà la curva dei contagi. Solo dopo il 30 aprile si valuteranno eventuali riaperture, mentre già qualche esperto ha anticipato che si potrebbe andare verso un’estate più serena.

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