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Coronavirus, Rt Italia in calo a 1,08 ma aumenta pressione sugli ospedali

In calo l'incidenza e l'indice di contagio, ma aumentano i ricoverati nei reparti ordinari e in terapia intensiva.

(red.) Stabilizzazione della curva del contagio dei nuovi casi da Covid-19, con una tendenza al calo, mentre l’indice Rt è in calo, ma ancora sopra l’1, precisamente a 1,08, anche se riferito alla settimana dal 15 al 21 marzo, quindi esclusa questa in corso. Questo è quanto emerge dal consueto monitoraggio settimanale presentato ieri, venerdì 26 marzo, dall’Istituto Superiore di Sanità sulla situazione in Italia. L’incidenza a livello nazionale è ancora molto elevata – si legge nel documento – e alla luce della predominanza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, è consigliato mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità.

L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93-1,21), in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente. Il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica. Si osserva un analogo andamento per le aree mediche. I dati di incidenza, trasmissibilità ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione e contenimento nelle aree a maggiore diffusione. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Dopo varie settimane di aumento – continua il testo relativo al monitoraggio – si osserva una iniziale diminuzione nella incidenza rispetto alla settimana
precedente (240,3 per 100.000 abitanti (dal 15 al 21 marzo) contro i 250,0 per 100.000 abitanti (dall’8 al 14 marzo).

L’incidenza, comunque, resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Nel periodo 3-16 marzo l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93-1,21), in diminuzione rispetto alla settimana precedente, anche se ancora sopra uno. Si osserva un miglioramento complessivo del rischio, sebbene complessivamente ancora alto. Cinque Regioni hanno un livello di rischio alto, tredici (tra cui la Lombardia che in quella settimana aveva un Rt di 1,06) hanno una classificazione di rischio moderato e tre hanno una classificazione di rischio basso, in più tredici Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di uno.

Rimane alto il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e aree mediche sopra la soglia critica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (39% contro 36% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.256 (16 marzo) a 3.546 (del 23 marzo). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (43%) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 26.098 (del 16 marzo) a 28.428 (23 marzo). In leggera diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione.

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