Vaccino anti-Covid in Lombardia, entro la prima settimana di aprile con Poste

Il nuovo amministratore unico di Aria ha cercato di spiegare gli errori. Ieri un'altra giornata da dimenticare.

(red.) Per cercare di capire per quale motivo la campagna di vaccinazione stia procedendo in questo modo così rallentato, ma soprattutto pieno ogni giorno di errori, in Lombardia, è stato sufficiente collegarsi ieri, giovedì 25 marzo, con il Pirellone durante un’audizione della commissione Bilancio richiesta dal Partito Democratico. A parlare è stato Lorenzo Gubian, il direttore generale e da ieri anche amministratore unico della società Aria dopo che l’intero Consiglio di amministrazione, su richiesta del governatore Attilio Fontana, si è dimesso in blocco. Gubian ha cercato di fornire le motivazioni tecniche alla base del caos in cui si sta trovando la regione dal punto di vista dei vaccini.

Anche se, come ha sottolineato, “sono state vaccinate 1,3 milioni di persone, più che nel resto d’Italia“. Quali i motivi tecnici occorsi ad Aria? Per esempio, il fatto che nel sistema di prenotazione fossero stati indicati dei codici di avviamento postale non più esistenti e portando quindi diversi anziani a spostarsi anche fuori dalla propria provincia. Ma ha parlato anche di errori delle aziende socio sanitarie nell’inviare i dati sugli orari di apertura degli ambulatori e dei centri vaccinali. Gubian ha anche ammesso che la decisione di anticipare la campagna di vaccinazione al 18 febbraio rispetto a marzo come era previsto doveva mettere in conto proprio i problemi che ci sarebbero stati con Aria.

In ogni caso la società chiuderà la sua esperienza entro la metà di aprile con gli over 80 e in seguito al suo posto arriverà Poste Italiane che dovrebbe essere pronta entro la prima settimana di aprile. Tra l’altro, il nuovo amministratore unico di Aria ha anche rivelato che proprio Poste era stata già contattata a inizio campagna dalla Regione, ma non sarebbe stata in grado di adeguare il portale in tempi rapidi. In ogni caso, di certo, un vantaggio che fornirà le Poste è di poter vaccinarsi al polo più vicino, visto che il sistema di prenotazione è geolocalizzato.

Per quanto riguarda la provincia di Brescia, intanto, si attende di capire quando potrà aprire concretamente il nuovo polo vaccinale al Brixia Forum. Entro la fine di marzo è prevista la fine dei lavori di riqualificazione energetica, poi il 7 aprile il concorso per gli infermieri delle Asst del Garda e della Franciacorta e quindi l’affidamento al Civile. I tempi rischiano di allungarsi e sono in arrivo fino a 40 box per 5.500 dosi al giorno. E anche quella di ieri, giovedì 25 marzo, è stata una giornata nera nel bresciano e in Lombardia. In particolare, pazienti che abitano nella bassa bresciana e inviati a vaccinarsi nel cremonese o addirittura verso Como e Varese o una coppia di Malonno (Valcamonica) verso Milano e viceversa da Milano verso Brescia. Anche al PalAntonietti di Iseo ieri c’erano solo 120 persone rispetto alle possibili 800 da vaccinare.

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