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Vaccino anti-Covid, in Lombardia e Brescia stanno finendo le dosi

A Brescia forniture fino a Pasqua, poi si vedrà. Lavori in corso sul sistema di Poste. E il Governo 'commissaria'.

(red.) Il cruccio in Regione Lombardia, così come anche nella nostra provincia di Brescia, in questo periodo di fine marzo continua a restare il vaccino anti-Covid. Da una parte per la disponibilità delle dosi e dall’altra per il sistema di prenotazione che ha dimostrato, attraverso Aria, di essere stato al momento un disastro. Per quanto riguarda il primo fronte, quello della disponibilità delle dosi, in Lombardia c’è la preoccupazione di fronte al fatto che alla fine del mese le dosi attuali dovrebbero concludersi. E si sta registrando una situazione particolare, di cui scrive il Giornale di Brescia, a fronte del fatto che anche nella nostra provincia c’è la preoccupazione per la penuria di dosi.

Tanto che molti over 80, principali destinatari della campagna di vaccinazione di questo periodo, residenti nel bresciano al confine con Mantova o con Cremona vengono inviati proprio in quelle province dove, in vista di terminare la vaccinazione proprio per gli over 80, ci sono ancora delle disponibilità. Intanto a livello regionale il commissario alla vaccinazione Guido Bertolaso ha promesso che entro l’11 aprile tutti gli ultra80enni che abbiano fatto richiesta riceveranno almeno una dose. Mentre nei primi giorni di aprile si inizierà a inserire nel calendario anche la fase per gli over 70. Di certo, visto il fallimento di Aria nel sistema di prenotazione, al momento sono le Asst e Ats a contattare direttamente quanti sono inclusi nelle liste per farsi vaccinare.

E sul fronte della disponibilità di dosi, fino al 5 aprile sono previste oltre 876 mila dosi dei vari prodotti. Per quanto riguarda la prenotazione, stanno andando avanti i test sul portale di Poste italiane che alla fine di marzo dovrebbe essere pronto, mentre al momento si sta completando lo spostamento dei dati dalla vecchia piattaforma a quella nuova. E a Brescia cosa succede? Il direttore generale dell’Ats Claudio Sileo sostiene come le forniture ci siano fino a Pasqua, ma in seguito si dovrà vedere. E sempre da Brescia è critico il sindaco Emilio Del Bono che dai microfoni di Radio24 ha attaccato la Regione.

“La Lombardia si è dimostrata un gigante dai piedi d’argilla in questo anno, che è partito con la criticità della sanità territoriale durante la prima ondata della pandemia una grande difficoltà a reperire dispositivi di protezione individuale e poi via via la difficoltà di fare la campagna addirittura antinfluenzale e poi fino a questo momento di disorganizzazione piuttosto accentuata – ha detto il primo cittadino – purtroppo la Regione è una delle regioni che vaccina di meno in rapporto alla popolazione, lo si è visto dai dati della presidenza del Consiglio. Noi abbiamo delle difficoltà grosse, diciamo che purtroppo non è cambiato il passo”.

Sempre sul fronte della vaccinazione, da lunedì 29 marzo sono attese in Italia altre due milioni di dosi, mentre il Governo si dice pronto a mettere in campo una valutazione settimanale dell’andamento della campagna di somministrazione nelle Regioni per intervenire in caso di gap tra i diversi territori e qualora non venissero rispettatele priorità indicate dal piano nazionale. Tanto che l’esecutivo, il cui obiettivo è di arrivare a 500 mila vaccinazioni al giorno dalla settimana del 14-20 aprile, si dice pronto a intervenire in quelle Regioni dove dovessero essere riscontrate difficoltà. Quindi, per incrementare la distribuzione, aumentare le somministrazioni e rafforzare il sistema di prenotazione.

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