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Coronavirus, Rt resta a 1,16. Salgono ricoveri ordinari e terapie intensive

La Lombardia, indice come nazionale e 332 casi per 100 mila abitanti, verso la seconda settimana da zona rossa.

(red.) Guardando ai dati del contagio da Covid-19 in questo periodo di metà marzo, la Lombardia (Rt a 1,16 e 332 casi ogni 100 mila abitanti) attualmente in zona rossa da una settimana, quella con le massime restrizioni, dovrà restare con questo “colore” anche la prossima, fino a domenica 28 marzo. E potrà sperare di tornare almeno in quella arancione solo nel momento in cui l’indice di contagio Rt sarà sotto l’1 e l’incidenza settimanale dei nuovi casi sotto i 250 ogni 100 mila abitanti. Nel frattempo, però, la situazione in tutta Italia continua a essere preoccupante come emerge dall’ultimo monitoraggio diffuso ieri, venerdì 19 marzo, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute e relativo al periodo dall’8 al 14 marzo. Cioé quei soggetti che hanno contratto il virus nel periodo compreso tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo.

“Continua ad aumentare l’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (250 per 100 mila abitanti) contro i 225,6 per 100 mila abitanti del periodo dall’1 al 7 marzo – si legge nel monitoraggio – nel periodo 24 febbraio-9 marzo l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,16, stabile rispetto alla settimana precedente e sopra uno in tutto il range. Si continua ad osservare un livello generale di rischio alto. Dieci Regioni (stesso numero della settimana precedente) hanno un livello di rischio alto e altre undici moderato, di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane. Sedici Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di uno.

Si osserva un peggioramento nel numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o aree mediche sopra la soglia critica (13 Regioni contro le 11 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in forte aumento e sopra la soglia critica (36% contro 31% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in forte aumento da 2.756 aggiornato al 9 marzo a 3.256 aggiornato al 16 marzo. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è arrivato alla soglia critica (40%) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 22.393 del 9 marzo a 26.098 del 16 marzo.

Continua ad aumentare il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (54.964 contro i 50.256 della settimana precedente). In conclusione – continua il monitoraggio – si conferma per la settima settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in forte aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica. Si osserva un analogo andamento per le aree mediche. L’elevata incidenza, l’aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione e contenimento nelle aree a maggiore diffusione”.

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