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Stop AstraZeneca, Caruso: “Chi ha avuto prima dose non deve preoccuparsi”

Il presidente della Società italiana di Virologia in un'intervista al GdB affronta il caos sul vaccino sospeso.

(red.) Sul fronte della campagna di vaccinazione anti-Covid usando le dosi di AstraZeneca anche in provincia di Brescia si attende la giornata di domani, giovedì 18 marzo, con la riunione straordinaria dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) per poter dare, nel caso, il via libera alla ripresa della somministrazione. E in questo senso è intervenuto anche Arnaldo Caruso a capo del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale Civile di Brescia e presidente della Società italiana di virologia.

In un’intervista rilasciata al Giornale di Brescia, il professore sostiene come siano “stati segnalati casi limitatissimi in tutto il mondo di fenomeni trombotici emersi subito dopo la somministrazione e questo ha fatto scattare tutte le misure precauzionali. In alcuni casi è stato già escluso un collegamento diretto tra vaccino e alcune complicanze, come l’infarto. Per il resto sono necessarie altre valutazioni, ma nessun nesso però ad oggi è stato esplicitato”. E sullo stop momentaneo alla campagna Caruso dice che “nel settore è normale perché quando c’è qualcosa che non va il lotto viene ritirato dal commercio. Ma stavolta il problema è stato mediatico”.

“Bisogna capire – aggiunge Caruso al Giornale di Brescia – se c’è stata una reazione al vaccino stesso o se tra le due cose non c’è alcun nesso. Ma sono comunque alcuni casi su milioni di vaccini somministrati”. E su AstraZeneca “aspetto una ripresa delle vaccinazioni, è stato molto efficace, anche in Inghilterra dove non sono stati riscontrati problemi”. E la preoccupazione, con lo stop attuale al prodotto di Oxford, è per quanti si sono fatti somministrare la prima dose. “Si può stare tranquilli – dice Caruso al quotidiano bresciano – eventuali sintomi collaterali compaiono a distanza di poche ore. Secondo me è improbabile che si decida una sospensione definitiva, ma in quel caso per noi sarebbe un grande problema, vista la grande quantità di dosi e i costi ridotti rispetto ad altri vaccini”.

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